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covid

  • Si è appena concluso l’incontro in video conferenza tra le OO.SS. nazionali e l’Amministrazione in merito ad un aggiornamento sulle misure da adottare nei confronti del personale in servizio presso il Ministero dell’Istruzione a seguito della circolare n. 3 del 24 luglio 2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione recante indicazioni per il rientro in sicurezza sui luoghi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni .L’Amministrazione ha sottolineato due punti focali della circolare che sarà emanata:

    1. Lavoro agile in modalità semplificata al 50% del personale , con modalità organizzativa a rotazione e con flessibilità oraria per tutto l’organico;

    2. Impossibilità di concedere esenzione dal servizio a decorrere dal 19 luglio u.s. per i lavoratori delle categorie “fragili” e la priorità per coloro che hanno figli fino a 12 anni di età e per coloro che sono esposti maggiormente al contagio per la maggiore distanza di residenza dal posto di lavoro.

    La UILPA MIUR ha chiesto:

     aggiornamento dei DVR da parte del Responsabile della Sicurezza, in tutte le sedi amministrative del MI e del MUR, con le indicazioni della capienza massima quotidiana del personale in relazione alle distanze interpersonali minime previste dalla normativa in vigore; chiarezza nelle indicazioni contenute nella circolare in merito alla individuazione delle indifferibili attività che non possono essere svolte da remoto per evitare episodi simili a quanto accaduto per il Gabinetto del MI, dove, con atto informale è stata indicata l’indifferibilità in tutte le attività svolte dal personale assegnato a tale Ufficio;

     informativa circa le attività che l’amministrazione ha intrapreso per migliorare la digitalizzazione delle procedure.

    Tutte le OO.SS. presenti hanno contrastato con determinazione l’intenzione di diramare autoritariamente una circolare di cui non si conoscono gli effettivi contenuti, poiché l’ Amministrazione non ha fornito preventivamente la bozza. E’ stato, inoltre, segnalato che il riavvio delle attività non può prescindere da un confronto sindacale che tenga conto delle necessarie misure di sicurezza e delle peculiarità delle diverse sedi di lavoro del nostro personale.

    In merito alle informative più volte richieste da parte della scrivente all’Amministrazione, sono stati forniti chiarimenti circa il CCNI FRD 2018 ancora al controllo degli organi competenti; il ritardo della conversione dei contratti da part/time a full/time e del confronto per il CCNI delle progressioni verticali è causato dalla mancata formalizzazione del Piano triennale dei fabbisogni, legato agli attuali processi di riorganizzazione dei due ministeri; il bando dell’immissione in ruolo di n.10 portieri non ha soddisfatto le tre richieste pervenute per mancanza di requisiti dei richiedenti. L’Amministrazione provvederà, a breve, a pubblicare un altro bando rivolto ad una platea più ampia tramite la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

    E’ stato firmato il bando per la stabilizzazione del personale, proveniente da altra amministrazione, assegnato temporaneamente nei nostri uffici che, presumibilmente, verrà pubblicato in data odierna.

    Nei prossimi giorni verranno coinvolte le OO.SS per l’interpello relativo ai trasferimenti del personale MIUR e le procedure della riorganizzazione dei due neo ministeri.di n.10 portieri non ha soddisfatto le tre richieste pervenute per mancanza di requisiti dei richiedenti. L’Amministrazione provvederà, a breve, a pubblicare un altro bando rivolto ad una platea più ampia tramite la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

    E’ stato firmato il bando per la stabilizzazione del personale, proveniente da altra amministrazione, assegnato temporaneamente nei nostri uffici che, presumibilmente, verrà pubblicato in data odierna.

    Nei prossimi giorni verranno coinvolte le OO.SS per l’interpello relativo ai trasferimenti del personale MIUR e le procedure della riorganizzazione dei due neo ministeri.

    L’Amministrazione si è impegnata a fornire dettagliati chiarimenti circa i seguenti argomenti in sospeso, nel corso del prossimo incontro:

     Informativa circa l’assunzione e l’assegnazione dei neo dirigenti vincitori del corso concorso SNA;

     Informativa e assegnazione definitiva dei 45 neo dirigenti assunti in data 28 dicembre 2019;

     Informativa elenco delle reggenze degli uffici dirigenziali non generali degli anni 2019 e 2020;

     Informativa circa lo studio delle soluzioni per dare seguito alla mobilità del personale;

    Circa l’incontro del 5 agosto relativo al “protocollo per la definizione delle misure di sicurezza dei dipendenti del Ministero dell’Università e della ricerca l’applicazione dell’art.87 del DL 18/2020 seguito di emergenza covid” la UILPA ha chiesto l’invio preventivo della bozza.

    Dopo una iniziale reticenza nell’accoglimento dei suggerimenti delle OO.SS. la riunione odierna è stata aggiornata a martedì della prossima settimana in attesa del nuovo DPCM che verrà emanato a seguito della recente approvazione, da parte del Parlamento, della proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020.

    Roma, 31.7.2020

    Il Coordinatore Nazionale UILPA MIURAlessandra Prece

  • ATTO DI INTIMAZIONE, DIFFIDA E COSTITUZIONE IN MORA
    La UILPA, in persona del Segretario Generale della UILPA Marche, in nome e per conto di
    tutti i dipendenti iscritti alla scrivente Organizzazione Sindacale in servizio presso codesta
    Amministrazione, per effetto della rappresentanza derivante dalla predetta iscrizione
    sindacale
    PREMESSO CHE
    con il D.P.C.M. 9 marzo 2020
    - nell’art. 1, comma 1, è stato disposto che “Allo scopo di contrastare e contenere il
    diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all'art. 1 del decreto del Presidente
    del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio nazionale”;
    - nell’art. 1, comma 1, lett. a) del richiamato DPCM 8 marzo 2020 è stato imposto di
    “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di
    cui al presente articolo, nonché all’'interno dei medesimi territori, salvo che per gli
    spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, o situazioni di necessità,
    ovvero spostamenti per motivi di salute”.
    con il D.P.C.M. 11 marzo 2020 nell’art. 1 (Misure urgenti di contenimento del contagio
    sull’’intero territorio nazionale) è stato disposto:
    - al comma 4 che “Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i
    servizi bancari, finanziari, assicurativi, nonché l’attività del settore agricolo,
    zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono
    beni e servizi”;
    - al comma 6 che “Fermo restando quanto disposto dall’art. 1, comma 1, lettera e),
    del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve
    Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione
    Coordinamento Marche
    Via XXV Aprile 37 – 60125 Ancona
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    le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche
    amministrazioni assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle
    prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente,
    anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui alla legge
    22 maggio 2017, n. 81 dagli articoli 18 a 23 che individuano le attività indifferibili
    da rendere in presenza”.
    CONSIDERATO CHE
    - risulta che il Dirigente Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche,
    continui ad effettuare spostamenti da Ancona verso la sua abituale residenza, in
    provincia di Bergamo;
    - per effetto del combinato disposto delle suddette norme urgenti ed indifferibili i
    dipendenti pubblici in servizio presso le Amministrazioni Pubbliche nazionali devono
    obbligatoriamente rimanere nel proprio domicilio evitando ogni spostamento, se
    non motivato da comprovate esigenze lavorative a pena di sanzioni penali e civili e
    dei danni conseguenti derivanti da rischi attivi e passivi di contagio;
    - codesta Amministrazione non ha ancora dato piena esecuzione ai predetti obblighi
    prescritti dalle norme urgenti ed indifferibili sopra citate non assicurando che i
    propri dipendenti siano immediatamente autorizzati allo svolgimento esterno
    dell’attività di servizio in forma agile, in base alle prescrizioni vigenti
    necessariamente presso il proprio domicilio personale;
    - a distanza dalla pubblicazione del DPCM 11 marzo 2020, dall’emanazione della
    circolare 2/2020 del Ministro della Pubblica Amministrazione e della pubblicazione
    del DL n.18 contenenti le misure urgenti da adottare per il contenimento della
    pandemia in atto il provvedimento posto in essere da codesto Ufficio non soddisfa
    tutte le direttive in esso esposte
    INTIMA, DIFFIDA E COSTITUISCE IN MORA
    Il Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale Regionale delle Marche, il Capo di
    Gabinetto, il Dipartimento e la Direzione Generale delle risorse umane, finanziarie e
    strumentali, in persona del legale rappresentante pro-tempore, nonché dei dirigenti
    responsabili di tutti gli Uffici interni a detta Direzione Territoriale, a disporre
    immediatamente l’emanazione di ordine di servizio di evacuazione dai propri
    uffici e di collocazione dei dipendenti nei propri domicili in regime di servizio in
    forma agile precisando che nel caso di mancata, o intempestiva adozione dell’ordine di
    servizio la scrivente O.S.:
    - trasmetterà comunicazione del presente atto di intimazione, diffida e costituzione in
    mora alla Procura della Repubblica competente per le valutazioni di merito;
    - si riserva di proporre e patrocinare azioni nelle diverse e separate sedi competenti per i
    danni subiti e subendi dai dipendenti iscritti alla UILPA.
    Si resta in attesa di ricevere copia dell’ordine di servizio di cui sopra.
    Ancona, 21.3.2020
    IL SEGRETARIO GENERALE UILPA MARCHE
    ANGELA DI CANIO

  • NORME DI SICUREZZA E SENZA RISCHI PERNORME DI SICUREZZA E SENZA RISCHI PERI LAVORATORI

    In data odierna si è svolto l’incontro tra OO.SS. ed Amministrazione per il confronto dell’”Accordo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti del Ministero dell’Istruzione e applicazione dell’art. 87 DL 17/2020 a seguito di emergenze COVID-19”.

    La UILPA MI e MUR ha ritenuto di dover evidenziare come l’accordo contiene refusi e previsioni di dubbia interpretazione e legittimità che potrebbero vanificarne l’ efficacia. Il documento dovrebbe costituire uno strumento attraverso il quale si dovrebbe procedere all'individuazione di soluzioni che consentano una prudente ripresa delle attività di presenza in una fase in cui l'emergenza epidemiologica è tutt'altro che terminata, ne sono un esempio i focolai a Roma e lo stato di emergenza dichiarato a Pechino.

    Da più Uffici, centrali e periferici dell’Amministrazione, sono giunte notizie di dirigenti d'ufficio e/o generali che stanno invitando i propri dipendenti a rientrare in servizio e che, in alcuni casi, è stato organizzato un calendario delle presenze, in assenza della sottoscrizione sia dell’Accordo sia del Protocollo per la prevenzione e la sicurezza in ordine all’emergenza COVID-19, nonostante la modalità di lavoro ordinaria ancora vigente sia quella del "lavoro agile" e che l’emergenza per la pandemia sia ancora in atto.

    Con riferimento alla presenza dei lavoratori in sede, infatti, l’Accordo fa riferimento a un "contingente minimo di personale posto a presidio dell'ufficio", individuato dal dirigente, che supera il dato normativo che - si rammenta - dispone che il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e che la presenza del personale negli Uffici è limitato al solo fine di assicurare esclusivamente le attività indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell'emergenza, al fine di ridurre al minimo la presenza dei lavoratori nelle varie sedi.Quindi, questa O.S. ha richiesto di specificare che le attività indifferibili sono da rendere in presenza UNICAMENTE solo se non possono essere svolte distanza in modalità agile espungendo il “contingente minimo di personale posto a presidio dell’’ufficio”, che non trova alcun riscontro normativo e senza lasciare la discrezionalità al dirigente nell’individuazione dello stesso.Ne deriva la necessità di espungere la suddetta previsione dal testo, cosi come di riformulare la parte in cui si prevede che "le attività indifferibili/urgenti da rendere in presenza [...] sono individuate dal dirigente" che sembra lasciare alla discrezionalità di quest'ultimo l'individuazione delle stesse. La norma non riconosce, invece, alcuna discrezionalità e limita la presenza del lavoratore in sede per lo svolgimento di quelle sole attività che, oltre che indifferibili, richiedano, per il loro svolgimento, NECESSARIAMENTE la presenza del dipendente in sede e che, quindi, non possano essere svolte a distanza.

    E’ stato sottolineato, inoltre, che nel protocollo in questione si fa riferimento, in più occasioni, all'utilizzo delle mascherine, obbligatorio (giustamente) in casi specifici; ad esempio, si prevede che "il datore di lavoro organizzerà le attività lavorative e gli spazi al fine di garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Qualora non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza (es. aree comuni), il lavoratore dovrà indossare la mascherina.

    L’Amministrazione si impegna a reperire un quantitativo di mascherine chirurgiche da mettere a disposizione del personale ovvero di visitatori autorizzati laddove sprovvisti."

    Questa O.S. ritiene di dover invitare l'Amministrazione a farsi carico di tale aspetto con modalità diverse e adeguate alla tutela della salute del lavoratore. 

    L'amministrazione, infatti, "non deve impegnarsi A REPERIRE", bensì deve impegnarsi "A FORNIRE a ciascun dipendente chiamato a svolgere la propria attività lavorativa di presenza una o più mascherine per ciascuna giornata lavorativa". La tutela della salute dei lavoratori non può ridursi a una mera obbligazione di mezzi ma deve consistere in una obbligazione di risultato, quanto meno con riferimento alla messa a disposizioni della strumentazione adeguata, poiché l'utilizzo prolungato delle mascherine chirurgiche le rende inadeguate dopo 2/3 ore.

    Per tale ragione, è stato chiesto un chiarimento all'amministrazione circa la fornitura a ciascun dipendente delle mascherine, adeguato al numero di ore di cui sarà composta la giornata lavorativa.

    Sono stati segnalati, altresì, due particolari refusi, di cui uno presente anche nella bozza di protocollo condiviso sottoposto alla approvazione delle RSU:

    1) mancato riferimento al Ministero dell’Università e della ricerca, nell’Accordo;

    2) le "attività indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro" divengono solo "attività indifferibili", con un evidente contrasto con il dato normativo e conseguente ampliamento delle ipotesi in cui il dipendente debba essere presente in ufficio, in entrambe i documenti.

    Quindi, nell’interesse primario della salute dei lavoratori nonché delle responsabilità datoriali derivanti, è stato richiesto di sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale, che sia dirigenziale o direttoriale, in attesa che si definisca il Protocollo per la prevenzione e la sicurezza in ordine all’emergenza COVID-19 fino alla ridefinizione dello svolgimento dello SMART WORKING, per il quale l’Amministrazione si è impegnata a convocare un tavolo già dalla prossima settimana.

    LA UILPA MI e MUR ha anche sollecitato la stipula di un accordo sulla mobilità, strettamente legata allo stato emergenziale in atto. La normativa infatti invita ad evitare anche gli spostamenti di personale dalle sedi di residenza , fatto che sovente si riscontra negli uffici territoriali e regionali con alcuni dipendenti costretti a continui spostamenti interregionali o provinciali.

    Anche per questo è stata accolta favorevolmente la negoziazione di un accordo quanto più utile e favorevole per lo smart working per segnare con decisione la transizione da “home working”, come di fatto è stato in questi mesi nella nostra Amministrazione, ad un compiuto smart working, verso una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, praticato in una cornice adeguatamente attrezzata, sicura e di pari opportunità e disciplinato dalla contrattazione collettiva, a totale garanzia di tutti i lavoratori.

    Ogni azione intrapresa in assenza di indicazioni certe e condivise, tese alla tutela e garanzia dei lavoratori, sarà oggetto di attenta analisi da parte della scrivente Organizzazione e, in assenza delle predette modifiche, la scrivente O.S. non sottoscriverà i suddetti protocolli, ritenendo non negoziabile la tutela della salute dei dipendenti, che non può essere lasciata né alla discrezionalità dei dirigenti, né tanto meno a indefiniti impegni di codesta Amministrazione.

    Roma, 19.6.2020

    Il Coordinatore Nazionale UILPA MIUR

    Alessandra Prece(Firma autografa sostituita a mezzostampa ai sensi dell’art.3, comma 2del decreto legislativo n. 39/93)

  • PROTOCOLLO DI SEDE RIENTRI IN SERVIZIO PER IL PERSOANLE DELLA SEDE CENTRALEPROTOCOLLO DI SEDE RIENTRI IN SERVIZIO PER IL PERSOANLE DELLA SEDE CENTRALE

    In data odierna si è svolto l’incontro tra Amministrazione centrale, OO.SS. nazionali, territoriali e RSU.in merito alla riunione sul Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento da COVID 19, nella sede di V.le Trastevere.

    La Uilpa Miur, al fine di sottoscrivere il protocollo in oggetto, ha espresso le seguenti indicazioni da recepire nel corpo del testo:

    1) Chiusura dei tornelli in entrata dei varchi diversi dall’accesso centrale di V.le Trastevere;

    2) Rigorosa osservanza dell’utilizzo del servizio automobilistico riservato a situazioni di necessità, indifferibili ed urgenti, limitato per il trasporto di una sola persona per viaggio nel rispetto delle misure sanitarie;

    3) Fornitura di una mascherina per i dipendenti che condividono spazi comuni in cui non sia possibile rispettare costantemente il distanziamento previsto dalla normativa;

    4) Sanificazione continua dei servizi igienici;

    5) Richiesta distributori di bevande aggiuntiva, due per ogni piano;

    6) In attesa della definizione di un accordo specifico sull’attività lavorativa in modalità agile, si richiede la definizione preventiva, con provvedimento formale del dirigente dell’Ufficio, delle attività indifferibili che non possono essere svolte da remoto;

    7) Monitoraggio e garanzia della presenza di un lavoratore per stanza, fino ad un massimo di 2 unità di personale su turnazione, in una stessa stanza, qualora le condizioni e la metratura lo consentano;

    8) Scheda del medico competente da somministrare a tutto il personale per l’individuazione di soggetti con particolari fragilità;

    9) Garanzia per la formazione a distanza.L’Amministrazione sta aggiornando il DVR coinvolgendo il nuovo RSPP e, finalmente, il RLS ed ha comunicato la data per il confronto con le OO.SS. in merito all’applicazione dell’art.87 DL 17/2020 e alla mobilità, previsto mercoledì p.v..

    Roma, 22 Giugno 2020

    Il Coordinatore Nazionale UILPA MIUR

    Alessandra Prece (Firma autografa sostituita a mezzostampa ai sensi dell’art.3, comma 2del decreto legislativo n. 39/93)

  • E’ proseguita ieri l’interlocuzione con l’Amministrazione iniziata lo scorso 6 aprile a seguito della richiesta fatta da FP CGIL, CISL FP e UIL PA. Il Capo Dipartimento Dott.ssa Boda, ha anticipato alle OO.SS. che è in corso di predisposizione un documento con le Linee Guida per le modalità di rientro di parte del personale presso le sedi di lavoro se verrà confermata la possibilità a partire dal prossimo 4 maggio. Ha assicurato che in ogni caso le modalità di rientro saranno disposte in ottemperanza delle disposizioni sanitarie previste dai provvedimenti del Governo. A questo scopo è in fase di definizione una intesa con il medico del lavoro e la Croce Rossa Italiana per garantire assistenza continua sia presso le sedi centrali che quelle territoriali affinhè siano osservate tutte le misure di prevenzione disposte, (eventuale misurazione della temperatura con termoscanner, sanificazione dei locali, DPI per il personale, rispetto del distanziamento sociale etc.). E’ stato poi comunicato dal Direttore del Personale Dott.Greco che è in preparazione una circolare con ulteriori indicazioni in applicazione della circolare n.2/2020 del Ministro della Pubblica Amministrazione. Le anticipazioni rispetto al contenuto della circolare sono state decisamente insoddisfacenti, poiché a fronte dell’impegno ad approfondire alcuni dei temi posti dalle OO.SS. nella riunione dello scorso 6 aprile ci è stato comunicato che in linea generale tutti gli istituti contrattuali connessi alla misurazione dell’orario di lavoro sarebbero incompatibili con la modalità di lavoro in Smart Working e che quindi in questa ipotesi non sarebbe neanche possibile riconoscere il diritto alla corresponsione dei buoni pasto, sebbene su quest’ultimo punto, come pure sul tema dell’utilizzo dell’istituto delle ferie pregresse e esenzione abbiano coinvolto l’ARAN nell’auspicio di avere una risposta che possa dare indicazioni omogenee a tutte le Amministrazioni. Come OO.SS. abbiamo richiamato la volontà di entrare nel merito di tutte le singole questioni e riproposto una serie di criticità che riteniamo opportuno chiarire sia per quanto riguarda il periodo appena trascorso sia in vista di un eventuale parziale rientro del personale dopo il 4 maggio che della permanenza di parte del personale in smart working. Non possiamo correre il pericolo di vanificare i risultati delle misure fin oggi intraprese e per questo motivo riteniamo opportuno continuare a garantire massimi livelli di sicurezza per i lavoratori anche con la definizione di regole precise relativamente allo smart working ed una adeguata dotazione degli strumenti necessari all’esercizio della propria prestazione lavorativa da remoto, principalmente per i dipendenti che in questo periodo hanno dovuto sopperire la mancata presenza in servizio con varie tipologie di congedo. E’ stato inoltre sollecitato un riscontro alle richieste della revisione del DVR, del monitoraggio dei dipendenti risultati positivi al Virus e circa l’attivazione di convenzioni per autoparcheggi nelle zone adiacenti alle sedi lavorative. In particolare abbiamo chiesto all’amministrazione di adoperarsi per implementare quanto prima le strumentazioni informatiche al fine di consentire il più ampio utilizzo dello smart working che, a nostro avviso, dovrà essere utilizzato dalla maggioranza dei lavoratori anche successivamente alla parziale riapertura ordinaria degli uffici. Abbiamo inoltre espresso le nostre perplessità sulla possibilità che ARAN possa dirimere in maniera univoca temi che la legge e la stessa circolare della Funzione Pubblica espressamente demandano alle responsabilità delle singole amministrazioni. Su tutti questi punti e su quelli emersi durante la discussione abbiamo chiesto all’amministrazione la disponibilità alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa prima del 4 maggio che contenga le indicazioni per le misure organizzative da adottare per la tutela e la sicurezza del personale nonché per chiarire in maniera univoca gli istituti previsti dall’art.87 del DL 18/2020Per questo motivo abbiamo chiesto che il prossimo incontro si svolga in tempi utili a consentire la possibilità di sottoscrivere un protocollo d’intesa utile a definire, prima del 4 maggio, modalità organizzative e comportamenti da adottare sia dal punto di vista della sicurezza che degli istituti contrattuali, fornendoproponendo da parte nostra di elaborare a questo scopo una piattaforma su cui aprire la discussione. L’amministrazione ha convenuto su questo ultimo punto e, ribadendo l’impegno a giungere al prossimo incontro con risposte definitive rispetto ai temi ancora in sospeso, ha assicurato la convocazione di un incontro nel corso della prossima settimana e la disponibilità a discutere della piattaforma che invieremo unitariamente.

    FP CGIL                          CISL FP                         UILPA

    Anna Andreoli                  Michele Cavo                Alessandra Prece

  • In riscontro alla nota prot. n. 1767 del 29 ottobre u.s. con la quale codesto Ministero ha comunicato le misure di contenimento Covid e facendo seguito alla richiesta inviata dalla Uilpa Mi-Mur in data 27 ottobre u.s., si ritiene di dover rappresentare quanto segue.

    Le fonti di informazione indicano come sempre più realistico per l'Italia il così detto scenario 4, l'ultimo più grave previsto, caratterizzato da una "situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo" ed indicato nel documento "Prevenzione e risposta a Covid-19", redatto da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (Iss).

    Si tratta dello scenario più critico che, secondo il documento, si riferisce a "una situazione non gestibile con le misure straordinarie già messe in atto".

    La scrivente O.S., pertanto, a fronte del fondato timore dell’approssimarsi di una nuova emergenza sanitaria, forse più grave di quella della scorsa primavera, tenuto anche conto che la concomitante emergenza economica potrebbe non consentire le misure drastiche del precedente lockdown, aveva, con la nota citata, invitato codesta Amministrazione ad un “atto di lungimiranza”: fare la propria parte, intervenendo dove possibile, ponendo in essere in modo concreto quelle misure necessarie a garantire, per un verso, la salute dei dipendenti e, per altro verso, la massima continuità dell’azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti.

    Dispiace dover evidenziare, con riferimento alla citata nota n. 1767 emanata in data odierna, che essa risulta quasi totalmente priva di iniziative concrete, limitandosi, per lo più, a richiamare le indicazioni del Dipartimento per la funzione pubblica e a rimettere, a valle, le determinazioni concrete alla discrezionalità dei dirigenti. Tra l’altro non sembrano essere state prese in considerazione le previsioni del decreto d.l. n. 137/2020, cd “decreto ristori”, ad esempio: l’art. 22, che allarga la platea dei beneficiari delle misure previste dall’art. 21 bis, d.l. n. 104/2020, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 126/2020, consentendo al genitore lavoratore dipendente di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente minore di anni 16.

    Al riguardo, la scrivente O.S. manifesta e condivide la propria preoccupazione: sembra, infatti, emergere una palese carenza di programmazione nella gestione dell’emergenza da parte di codesta Amministrazione e un ritardo ingiustificabile.

    Considerato l’attuale evolversi dell’emergenza sanitaria, con riferimento alla nota n. 1767, ci si domanda se sia possibile che ancora si faccia riferimento ad un “impegno a mettere a disposizione […] utilizzando le risorse disponibili”.

    La Uilpa Mi-Mur avrebbe auspicato che l’Amministrazione avesse reso noto di aver già provveduto all’acquisto dei “dispositivi informatici e digitali ritenuti necessari” e, conseguentemente, alla preventiva individuazione dei soggetti cui destinarli, con la necessaria ulteriore definizione preliminare delle attività da svolgere a distanza. Si ribadiscono gli esempi già citati nella nota del 27 ottobre u.s.: attività di istruttoria delle pratiche, attività di segreteria, attività di protocollazione, attività di centralino, etc.

    Con rammarico si ribadisce, pertanto, quanto già rappresentato e invita codesta Amministrazione a predisporre le misure necessarie a garantire la salute dei lavoratori, la continuità dell’azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti.

    La Uilpa Mi-Mur, pertanto, nel rendersi disponibile a fornire il proprio contributo, sollecita codesta Amministrazione a fornire, senza ulteriore indugio, al personale – dirigenziale, delle aree, di ruolo e esterno a vario titolo – indicazioni concrete in merito alle attività che non possono essere svolte in modalità lavoro agile e a porre in essere i conseguenti atti necessari a programmare lo svolgimento a distanza delle altre attività, anche attraverso la messa a disposizione degli strumenti informatici e digitali necessari.

    Roma, 30 ottobre 2020

    Il Coordinamento Nazionale UILPA MI- MUR

    Luca Sabatino                       Alessandra Prece

  • La UILPA MI-MUR prende atto della nota n. 1776 del 30 ottobre u.s. con la quale codesta Amministrazione, a parziale rettifica/integrazione della nota prot. n. 1767 del 29 ottobre u.s., su impulso della nota trasmessa dalla scrivente O.S. , in pari data, ha dato conto delle novità del D.L. n. 137/2020, cd “decreto ristori”.

    La UILPA MI-MUR registra, altresì, con rammarico che le richieste avanzate in merito alla attività di pianificazione, organizzazione e implementazione del lavoro agile sono state completamente disattese.

    A fronte, infatti, dell’avvenuto riscontro di casi di positività da Covid-19 reso presso gli uffici dei due dicasteri a seguito dei quali Codesta amministrazione con nota n. 25609 del 26 ottobre u.s. ha comunicato che sarebbero state effettuate attività di sanificazione delle sedi dei due ministeri, la scrivente O.S. considerata la necessità di garantire, per un verso, la salute dei dipendenti e, per l’altro verso, la massima continuità dell’azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti, richiede le seguenti informazioni:

    • se, nelle more, l’Amministrazione abbia avuto conoscenza di ulteriori casi di positività tra il personale;
    • in caso positivo, se, nel rispetto della privacy, abbia provveduto a effettuare le attività di contact tracing tra i dipendenti che possano essere venuti in contatto con tali colleghi e/o quali ulteriori iniziative siano state assunte;
    • se sia stato verificato il rispetto delle disposizioni concernenti il divieto di contemporanea presenza di più persone nell’ambito degli spazi di lavoro non adeguatamente ampi (si cita, a mero titolo esemplificativo, una tra le ipotesi più problematiche, quali le segreterie delle figure apicali) e quali sia la pianificazione delle rotazioni applicate nella presenza del personale;
    • a che punto siano le procedure per l’acquisto delle strumentazioni informatiche e digitale necessarie al personale che debba svolgere la propria attività lavorativa in modalità agile, considerato lo stanziamento di fondi ad hoc e alla luce del rischio di eventuali ritardi che potrebbe determinare un possibile lockdown (ad esempio nella consegna da parte delle ditte);
    • se, al fine di non escludere i lavoratori dal contesto lavorativo e dai processi di gestione dell’emergenza, si sia proceduto all’attivazione di iniziative formative a distanza per quel personale che non possa essere destinato al lavoro agile;
    • se si sia provveduto ad implementare la digitalizzazione della documentazione e delle attività.

    Si rammenta, inoltre, a codesta Amministrazione che l’art. 14, L. n. 124/2015, dispone che “entro il 31 gennaio di ciascun anno, le amministrazioni pubbliche redigono, sentite le organizzazioni sindacali,  il  Piano  organizzativo  del lavoro agile (POLA)” con il quale devono essere individuate  “le  modalità  attuative  del  lavoro  agile prevedendo, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, che almeno il 60 per cento dei dipendenti  possa  avvalersene” e che “in caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica almeno al 30 per cento dei dipendenti.

    Pertanto, con l’auspicio che codesta Amministrazione non intenda ridurre l’organizzazione del lavoro agile all’applicazione della previsione residuale del 30 per cento stante la prossimità del suddetto termine del 31 gennaio, considerata la prevedibilità dell’emergenza epidemiologica attuale, con la presente nota la UILPA MI-MUR, reitera la richiesta di procedere, senza ulteriori indugi, ad interpretare estensivamente l’art. 263, co. 1, D.L. n. 34/2020, alla luce dell’art. del DPCM 25 ottobre 2020, che dispone che “è incentivato il lavoro agile con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentualedel 50%di cui al citato art. 263, co. 1, riconoscendo, almeno fino al 31 dicembre 2020, la prestazione in modalità agile come modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa, con individuazione motivata delle sole singole e specifiche attività che, per caratteristiche concrete, fanno eccezione a tale principio.

    Ciò anche allo scopo di evitare di rimettere alla responsabilità dei singoli dirigenti tale onere e di evitare difformità di trattamento tra il personale.

    Con riserva di valutare la possibilità e l’opportunità di formulare apposita segnalazione al Comitato Tecnico scientifico istituito presso la Protezione civile, alla luce della necessità di garantire la salute dei dipendenti, la massima continuità dell’azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti.

    Roma, 2 novembre 2020

    Il Coordinamento Nazionale UILPA MI- MUR

    Luca Sabatino                                                 Alessandra Prece

  • Gentilissimi,
    nonostante la tempestività, l’accuratezza e la inconfutabile chiarezza della nota n. 351.12 -03 -2020
    - D.P.C.M. 12 marzo 2020 - LAVORO AGILE, emanata per il Ministero dell’Istruzione e per il
    Ministero dell’Università e della ricerca, attualmente a questa O.S., risulta che in alcuni Uffici non
    siano state ancora attuate tutte le prescrizioni adottate dal Governo, al fine di contenere il contagio
    del letale virus COVID-19.
    Si sollecita, pertanto, un accurato monitoraggio e l'immediato rispetto, in tutti gli uffici territoriali e
    centrali, da parte di tutta la dirigenza, delle citate prescrizioni del Governo per il contenimento del
    contagio per limitare gli spostamenti fisici delle persone che, per il Pubblico Impiego, impongono di
    assicurare l’attività ordinaria attraverso le forme di lavoro agile, fatte salve le attività “strettamente
    funzionali alla gestione dell’emergenza” e le “attività indifferibili da rendere in presenza”, non
    esercitabili con il ricorso al lavoro agile e che, le eventuali unità di personale addette allo
    svolgimento di attività indifferibili, potranno comunque assentarsi fruendo degli istituti contrattuali
    normativamente previsti, ferme restando le esigenze di servizio da salvaguardare nella misura
    strettamente necessaria.
    Risulta, purtroppo, che in alcuni Uffici le disposizioni individuate come indifferibili ed inattivabili
    tramite lo svolgimento dell’attività attualmente ordinaria in modalità agile, siano ordinarie ed
    accessibili da remoto:
    o Utilizzo della posta elettronica;

    o Utilizzo di “folium” per le attività di fascicolazione, assegnazione della
    posta e protocollazione;
    o Utilizzo applicativo “NOI-PA”;
    o Utilizzo applicativo “Passweb” relativo alle pensioni;
    o Utilizzo degli applicativi gestionali del SIDI.
    Come da voi puntualmente scritto nella nota n.351 si ricorda che, per agevolare il coordinamento e
    la collaborazione tra dipendenti ai fini dell’espletamento del lavoro agile, in aggiunta agli strumenti
    informatici messi già a disposizione del personale, l’Amministrazione ha fornito adeguati strumenti
    fruibili da remoto a tutto il personale, delle aree e in assegnazione provvisoria, e a quello di
    qualifica dirigenziale con due nuove applicazioni Microsoft:
    - One Drive che verrà utilizzato per archiviare file d'ufficio in Cloud e condividerli
    col personale dell'unità organizzativa, ed eventualmente anche con soggetti esterni
    sulla base dei diritti di accesso che è possibile conferire.
    - Teams che sarà utilizzato per effettuare video conferenze di lavoro con personale
    interno ed esterno all'Amministrazione, in possesso dello specifico link di accesso alla
    conferenza.
    Si invita, quindi, l’Amministrazione a chiedere esplicitamente ai dirigenti che ancora non avessero
    recepito a pieno la gravità del momento storico in cui tutti siamo chiamati, prioritariamente, alla
    salvaguardia della salute per poter uscire in tempi ragionevolmente rapidi da questa emergenza, al
    fine di ristabilire la normalità lavorativa a salvaguardia del popolo e dell’economia del Paese.
    Purtroppo tutti i provvedimenti espressi formalmente, verbalmente, o ancora non formulati, in
    alcuni uffici non favoriscono l’assenza fisica, in questa peculiare fase, in cui tutto il personale deve
    essere invitato a valutare anche la possibilità di fruire degli strumenti previsti dalla contrattazione
    collettiva vigente quali ferie, a cominciare da quelle residue, festività soppresse, permessi per
    motivi personali e familiari, riposi compensativi...
    Si ritiene necessario, purtroppo, vigilare, sulle scelte assunte in violazione degli obblighi imposti
    dalle competenti autorità, in considerazione delle gravissime conseguenze che ne potrebbero
    derivare e sulla correttezza dei comportamenti dei singoli dirigenti delle Amministrazioni, ed
    intervenire tempestivamente, laddove saranno posti in essere abusi che possono pregiudicare la vita
    di tutta la collettività e rendere efficace l'azione che dobbiamo portare avanti a tutela della Salute e
    della Sicurezza dei lavoratori.
    La delicatezza della situazione, la volontà di collaborare e di restare uniti ci obbliga a raccomandare
    un elevato livello di attenzione.
    Certi nell’accoglimento dei suggerimenti formulati inviamo calorosi saluti
    Roma, 13.03.2020 Il Coordinatore Nazionale UIL PA MIUR
    Alessandra Prece
    (art.3, comma 2, DL.vo n. 39/93)

  • In riscontro alla nota prot. n. 25609 del 26 ottobre u.s. con la quale la Direzione generale per le risorse umane e finanziarie di codesta amministrazione ha comunicato che nella giornata odierna la ditta incaricata procederà alla sanificazione di tutti i locali degli stabili ministeriali di Viale Trastevere, n. 76/a e Via Carcani, n. 61, a seguito dell’avvenuta conoscenza, in data 26 ottobre u.s., di casi di positività al virus COVID – 19 tra il personale che ha frequentato le due sedi nell’ultima settimana, la scrivente O.S. ritiene di dover rappresentare quanto segue.

    A parere della scrivente O.S., l’approccio dell’Amministrazione in questi mesi di emergenza epidemiologica, nonostante i numerosi sforzi attuati per la salvaguardia di tutto il personale, soprattutto per il comportamento attento di alcune figure apicali, sovente è stato improntato a disciplinare il rientro dei lavoratori in sede piuttosto che a formulare una concreta organizzazione dello svolgimento dell’attività di lavoro in modalità agile, finalizzata a garantire la continuità dell'azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti.

    Non può non ricordarsi, ad esempio, come questa O.S., in sede di definizione dei protocolli concernenti il lavoro agile, anche rispetto alle bozza proposte, abbia dovuto ripetutamente chiedere a codesta Amministrazione di evitare di ampliare arbitrariamente la portata del dato normativo e attenersi, invece, strettamente a quest’ultimo, che, per un verso, definiva espressamente il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione e, per altro verso, limitava lo svolgimento in presenza a quelle sole attività indifferibile e urgenti che non potessero essere svolte a distanza.

    Inoltre sarebbe stato opportuno effettuare interventi concreti necessari a colmare il gap informatico (anche strumentale) di parte del personale, nonostante siano state assegnate al bilancio dell’Amministrazione somme a ciò destinate.

    Nell’evidenziare, pertanto, una carente programmazione rispetto alla previsione della così detta “seconda ondata” di contagio su larga scala, già preventivata esperti dalla scorsa primavera e alla luce della drammatica situazione sanitaria in cui il Paese rischia di trovarsi nelle prossime settimane, si invita l’Amministrazione a procedere, in tempi brevissimi e per tutto il personale di ruolo e a quello esterno impegnato a vario titolo nelle varie sedi istituzionali delle due amministrazioni, a porre in essere le seguenti attività volte a limitare drasticamente la presenza del personale in ufficio:

    • interpretare estensivamente l’art. 263, co. 1, d.l. n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 77/2020, alla luce dell’art. del DPCM 25 ottobre 2020 che dispone che “è incentivato il lavoro agile con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale” di cui all’articolo 263, comma 1 citato, riconoscendo, almeno fino al 31 dicembre 2020, la prestazione in modalità agile come modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa, con individuazione motivata delle sole singole e specifiche attività che, per caratteristiche concrete, fanno eccezione a tale principio,
    • garantire, al personale dipendente che svolga quest’ultime, una adeguata rotazione, al fine di assicurare, contemporaneamente, una minima presenza in sede, lo svolgimento del servizio e la maggiore sicurezza possibile (ad esempio, un’articolazione in turni che garantisca sia una ampia rotazione sia che il personale assegnato ad un turno non incontri mai il personale dell’altro turno, al fine di circoscrivere il rischio e garantire, così il servizio);
    • considerazione, nella suddetta attività di individuazione, degli obblighi vigenti in materia di dematerializzazione e, conseguentemente, esclusione tra le attività da svolgere in presenza di tutte quelle attività che, nel rispetto dei suddetti obblighi, con una adeguata tempestiva organizzazione e con le strutture adeguate, possano essere svolte a distanza (ad esempio, attività di istruttoria delle pratiche, attività di segreteria, attività di protocollazione etc);
    • comunicazione del divieto assoluto dello svolgimento di attività di incontro in presenza, quali, ad esempio, riunioni, confronti, etc.

    Questa O.S., infine, con riferimento a quanto indicato nella nota prot. n. 25609 del 26 ottobre u.s. in cui codesta Amministrazione ha comunicato al personale che, a seguito della chiusura degli Uffici per l’attività di sanificazione, vi è l’ “obbligo per il personale che non opera in modalità agile di recuperare la giornata lavorativa” ritiene di dover rammentare quanto disposto dall’art. 87, co. 3, D. L. n. 18 del 17 marzo 2020 che stabilisce quanto segue: “qualora non sia possibile ricorrere al lavoro agile, anche nella forma semplificata di cui al comma 1, lettera b), e per i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, imposti dai provvedimenti di contenimento  del fenomeno epidemiologico da COVID-19, adottati nella vigenza dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, e dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva. Esperite tali possibilità le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio. Il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l'amministrazione non corrisponde l’indennità sostitutiva di mensa, ove prevista. Tale periodo non è computabile nel limite di cui all'articolo 37, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3.”

    Si invita, infine, l’Amministrazione ad una maggiore trasparenza con riferimento a ipotesi di contatti possibili fonti di contagio, nel rispetto della privacy del personale coinvolto, al fine di garantire un adeguato tracciamento della diffusione del virus e al personale interessato di poter porre in essere le attività di autoisolamento e verifiche mediche opportune.

    Roma, 27 ottobre 2020

    Il Coordinamento Nazionale UILPA MI- MUR

    Luca Sabatino                                     Alessandra Prece

  • Roma, 3.8.2020

    Gent.mi,stanno giungendo alle scriventi diverse segnalazioni da parte di lavoratori a seguito di disposizioni impartite dai rispettivi dirigenti in applicazione dell’art. 263 della legge 77/2020.

    A quanto risulta, dette disposizioni fanno riferimento esclusivamente alla percentuale dilavoratori che potranno continuare a lavorare in smart working senza alcuna ricognizione delle attività che potranno effettivamente essere svolte in tale modalità né ai criteri per tutelare i lavoratori fragili o coloro che debbano prendersi cura di minori o che abbiamo difficoltà dovute alla lontananza dalla sede di lavoro.

    Non risulta inoltre che sia stato attivato alcun confronto a livello locale sulla materia salute esicurezza sui luoghi di lavoro e alle azioni da intraprendere per garantire un rientro in ufficio conadeguati standard di sicurezza, nonché sulla materia flessibilità degli orari in entrata ed in uscita.

    Poiché è in corso un confronto a livello nazionale sui contenuti della circolare che codesto Ministero intende inviare a tutti gli uffici proprio su questo tema, che sarà oggetto dell’incontro già calendarizzato per il prossimo mercoledì 5 agosto 2020, le scriventi OO.SS. invitano codesta amministrazione a dare indicazioni ai rispettivi uffici affinché, nelle more della emanazione della suddetta circolare, non vengano adottate iniziative unilaterali.

    Cordiali saluti.

    FPCGIL           CISLFP         DIRSTAT      FLP                 UGLFP          UILPA

    A. Andreoli       M. Cavo        A. Peticca     V. Spatuzza    A. Sparano    A. Prece

  • Gentilissima dr.ssa Calvosa,

    la UILPA MIUR è venuta a conoscenza dell’invio, in data odierna, da parte dell'Amministrazione, ai lavoratori cui è stato riconosciuto lo status di “lavoratore fragile”, di una “comunicazione” (a mezzo mail) con la quale è stata trasmessa la nota del medico competente contenente indicazioni per il rientro in servizio degli stessi che li espongono ad alto rischio di salute se dovessero contrarre il virus e di una successiva mail con le turnazioni del loro rientro in servizio, senza una preventiva interlocuzione con la RSU e le OO.SS..

    Nelle indicazioni del medico competente, si rileva la possibilità dell’Amministrazione di richiamare a svolgere l’attività lavorativa di tali dipendenti in presenza nelle sedi di loro assegnazione pur evidenziando che il medico competente individua il lavoro agile quale strumento prioritario per lo svolgimento della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti in questione.

    Appare appena il caso di sottolineare come le indicazioni del medico non siano congrue ed in linea con le indicazioni Governative che consigliano caldamente le amministrazioni pubbliche, e gli uffici privati, di ampliare al massimo la percentuale di autorizzazioni a svolgere il lavoro da remoto giacché in presenza. Risulterebbe difficile per tale personale, tra l’altro, nonostante indossi tutte le protezioni, poter ottemperare al distanziamento individuato in mt.2, durante gli spostamenti negli ambienti comuni.

    Si evidenzia inoltre che l’elencazione dei DPI da fornire al dipendente non risulta completa in quanto tra gli stessi non sono stati individuati alcuni tra i più comuni e più importanti, quale ad esempio il gel sanificante per le mani.

    Si sottolinea altresì che tale modalità, di cui viene ampliamente richiesta l’applicazione di una percentuale minima del 50%, sia a tutela del sistema Paese e non già esclusivamente per la tutela del singolo dipendente, in quanto il virus è contraibile anche all’aria aperta, motivo per il quale si è reso necessario imporre di indossare i dispositivi di protezione respiratoria anche per le strade.

    Risulta inoltre che nei vari Uffici dell’USR Calabria non sempre le regole di sicurezza vengono attese, creando grande disagio ai colleghi più fragili.

    Si richiede pertanto di conoscere ai sensi dell’ampia normativa vigente:

    1) I contenuti delle note che non risultano essere state allegate alla nota di notifica del medico competente, pur essendo dalla stessa richiamata;

    2) Il piano di rientro in sicurezza in sede del personale di ruolo ed esterno, assegnato neglii uffici regionali a vario titolo, in applicazione delle previsioni di cui alla direttiva 3/2020 del Ministero della Funzione pubblica, per garantire l’uniformità di trattamento tra le province, corredato dagli ultimi aggiornamenti;

    3) L’attività del Tavolo di lavoro permanente regionale sulla sicurezza, L 77 del 17.07.2020;

    4) Il DVR aggiornato a cura del RSPP e del RLS;

    5) Il provvedimento di riorganizzazione del lavoro con l’individuazione della distribuzione del personale in presenza, al massimo del 50% di unità per ogni ufficio;6) L’individuazione dei servizi indifferibili;

    7) Il contratto con la società specializzata contenente il calendario delle sanificazioni degli uffici, anche quelle quotidiane dei servizi igienici;

    8) Il contratto per l’acquisto della strumentazione tecnologica per permettere a chi non ne fosse in possesso di ricevere in comodato d’uso un computer per svolgere la propria attività da remoto;

    9) Un eventuale piano di formazione per permetterne la fruizione al personale che svolge attività indifferibili, in funzione del nuovo lockdown, reso necessario per il divulgarsi del virus e la scarsa disponibilità di tutela sanitaria.

    10) L’eventuale convenzione con un struttura sanitari che preveda di effettuare i test molecolari al personale che ha svolto e che deve necessariamente svolgere il servizio in presenza, con i fondi dedicati, così come è stato previsto in Amministrazione centrale con la nota allegata.

    LA UILPA MIUR ritiene che l’alternativa indicata dal medico competente nel provvedimento inviato agli interessati, rechi disposizioni in contrasto con la normativa vigente che impone la riduzione delle presenze dei lavoratori al 50% nelle sedi istituzionali, per il contenimento del virus COVID-SARS e per scongiurare una aggravarsi dell’economia per il verificarsi di lockdown prolungati.

    Le OO.SS. territoriali e la RSU sono ancora in attesa di ricevere l’informativa circa l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.) e di conoscere quali siano le “condizioni di sicurezza” adottate per consentire il rientro in presenza del personale.

    Si rammenta inoltre che anche il vigente CCNL FC impone un confronto preventivo con le OO.SS. sui temi della riorganizzazione e la gestione delle presenze nelle sedi di lavoro e che lo stato emergenziale è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020, per cui la programmazione per il rientro in sede deve necessariamente essere oggetto di confronto sindacale con la RSU sede di contrattazione con le stesse e le OO.SS. territoriali.

    Si auspica che il confronto sia esteso anche alle attività c.d. “smartabili” soprattutto per quelle relative all’attività dei centralinisti non vedenti, portatori di handicap che rientrano tra i dipendenti configurabili nella categoria “fragili”, destinate prioritariamente allo svolgimento dell’attività da remoto.

    Si sottolinea che tutti gli obiettivi assegnati sono stati ampiamente garantiti dai lavoratori dell’USR Calabria e di quelli Territoriali con massima serietà e professionalità con il raggiungimento degli stessi senza, probabilmente, ricevere alcuna gratificazione morale o pecuniaria nonostante abbiano lavorato alacremente anche di sabato, nei giorni festivi, al di fuori dell’orario di servizio e che vivono, erroneamente, l’Ufficio come un’Azienda a carattere familiare prestando il massimo sforzo per raggiungere gli impossibili obiettivi dettati dalla attuale politica.

    Pertanto, questa O.S. chiede un incontro per riformulare le turnazioni di lavoro in presenza, diversamente da quanto presupposto nella citata “comunicazione”, che disattende le norme in tema di sicurezza e le disposizioni contenute nella precitata Direttiva 3/2020 della F.P., è lesiva dei diritti dei lavoratori assegnati a questo Ufficio e per la quale si profila una attività antisindacale per il mancato coinvolgimento delle OO.SS..

    In attesa di un incontro con le OO.SS. e le RSU, per concordare le modalità della più ampia fruizione dello smart working, una diversa valutazione delle attività differibili/indifferibili con rotazione su quelle indifferibili ed assicurando il rispetto delle condizioni di sicurezza e di tutela del diritto primario alla salute e al miglior andamento economico del Paese e , si ritiene opportuno, vista la delicatezza della situazione attuale, che tutte le comunicazioni ai propri dipendenti vengano inviate direttamente dal dirigente responsabile dell’ufficio, unico soggetto disposto dalla normativa ad assumersi la responsabilità, in funzione delle indicazione del Ministero della salute che hanno individuato il territorio della Regione Calabria Zona Rossa ad alto rischio e l’immediata sospensione della comunicazione di turnazione per la settimana dal 9 al 13 c.m., inviata in una recente mail ai dipendenti interessati.

    Cordialità

    Roma, 6 Novembre 2020                         Il Coordinatore Nazionale UILPA MIUR

                                                                              Alessandra Prece

  • OGGETTO: Osservazioni e richieste ordinanza sulla mobilità scolastica
    Alle 23,30 circa della notte del 23 marzo, abbiamo constatato che la zelante Ministra
    Azzolina ha pubblicato sul portale del Ministero dell’istruzione una ordinanza da lei sottoscritta
    sulla mobilità del personale scolastico: docente, educativo ed ausiliario, tecnico ed amministrativo
    (ATA), per l'anno scolastico 2020/2021.
    Le domande dovrebbero essere presentate in scaglioni dal 28 marzo al 28 maggio 2020.
    Entro il 22 giugno dovrebbero essere chiusi gli adempimenti e la pubblicazione dei
    movimenti dovrebbe avvenire il 10 luglio.
    Usiamo il condizionale perché chiediamo alla Ministra Azzolina dove sia il buonsenso e la
    coerenza! Ci sorge il dubbio che non abbia partecipato ai lavori dell’emanazione del recente DL
    n.18 pubblicato in GU il recente 17 marzo e varato dal Governo di cui fa parte!
    La UILP MI chiede alla produttiva Ministra di rivolgere le sue attenzioni al Ministero a lei
    assegnato ed approfondire l’organigramma di fatto e di diritto che attualmente è carente di circa il
    60% e in alcune strutture territoriali è anche maggiore!
    Tutto il sistema scuola è amministrato dal personale del ministero dell’istruzione, con il
    supporto del personale scolastico utilizzato presso gli uffici territoriali, che per incompatibilità non
    potrebbe gestire alcune procedure!

    Ora basta!!!
    E’ tempo di considerare ed esaminare attentamente tutti gli oneri che gravano su un organico
    di diritto inferiore di circa il 60% rispetto all’organico di fatto.
    È tempo di pensare che il lavoro svolto dal personale dell’Istruzione vada considerato e
    valorizzato sia dal punto di vista economico ma soprattutto da quello politico.
    E’ tempo di valutare tutti gli adempimenti che devono essere svolti prima di sottoscrivere e
    pubblicare “Ordinanze” senza un attento confronto in un momento delicato come quello in cui è
    stato gettato il nostro sistema nazionale.
    E’ tempo che la Ministra venga a conoscenza che non tutti gli uffici territoriali sono stati
    sanificati e che nella stragrande maggioranza non sono stati forniti i dispositivi sanitari, sanciti dal
    Governo di cui fa parte, per la tutela della salute nazionale.
    E’ tempo che si prenda atto con chiarezza dalla “dichiarazione dello stato di emergenza in
    conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali
    trasmissibili” pubblicata in GU il 1.2.2020 con la stessa modalità con cui è stata pubblicata,
    nottetempo, l’ordinanza di mobilità in questione, con cui è stato dichiarato “per 6 mesi” dalla data
    di pubblicazione del provvedimento lo stato di “emergenza” nazionale, successivamente ed
    ampliamente normato, quindi tutte le iniziative dovrebbero essere pensate ed attuate in coerenza
    con la contingente e gravosa situazione.
    Qualora non fosse ritirato o sospeso, questo provvedimento avrebbe delle ricadute
    sull’andamento del contenimento del letale virus, costringendo molti dipendenti dei ruoli del
    ministero e i docenti della scuola, impegnati nei tanti uffici territoriali, ad assicurare il lavoro in
    presenza, poiché le attività a cui saranno chiamati possono essere svolte solo dalle sedi istituzionali
    e non da remoto.
    In funzione dell’età media del personale degli Uffici territoriali, piuttosto alta,
    l’amministrazione dovrebbe almeno preoccuparsi di non perdere il know-how con tali procedure
    azzardate, come già sta succedendo per i tanti pensionamenti, essendo evidente che non si interessa
    delle vite umane.
    La lavorazione delle domande di mobilità richiede la stampa almeno dei moduli di domanda,
    il risparmio di carta, infatti, si attua nell’evitare la produzione di innumerevoli documenti allegati
    visualizzabili sul terminale. La stampa delle domande è indispensabile per vari motivi: innanzitutto
    non è possibile visualizzare contemporaneamente almeno due file su monitor di 15 pollici; è
    indispensabile scrivere la valutazione sulla stessa domanda posto che ogni rettifica del punteggio
    debba essere motivata con apposita annotazione scritta per lasciare una traccia del lavoro svolto (dei
    controlli effettuati, le incongruenze riscontrate nell’esame della documentazione allegata, ecc..).
    Solo in questo modo è possibile ricostruire la posizione di carriera del docente che reclama
    telefonicamente domandando spiegazioni dei punti decurtati. Inoltre la scrittura della valutazione
    consente all’Ufficio di fornire spiegazioni ai docenti che reclamano anche in caso di assenza del
    dipendente che ha valutato la domanda. A tal fine si richiede la revisione dei moduli di
    domanda che devono essere in formato pdf editabile con appositi spazi per le annotazioni in calce
    ad ogni tipologia di punteggio richiedibile dall’interessato.
    La valutazione richiede la consultazione degli archivi cartacei (consultazioni elenchi
    concorsi, domande anni precedenti ecc..).
    Ad esempio la domanda di un docente che in anni precedenti abbia perso il diritto a rientrare
    nella scuola di ex titolarità ma continua sistematicamente a chiedere la relativa precedenza, rende
    necessario ricostruire le variazioni di titolarità intervenute nel tempo e in assenza di un
    database, obbliga alla consultazione della documentazione cartacea pregressa.
    Altra criticità la potrebbe essere causata dalla eventuale insorgenza di un numero elevato di
    reclami.
    Le suddette problematiche impediscono l’espletamento delle procedure di mobilità mediante
    l’esclusivo ricorso al lavoro agile, attualmente autorizzato per effetto della pandemia, poiché è
    palesemente richiesta la presenza fisica negli Uffici, con il ricevimento del pubblico, a discapito di
    tutte le norme per contenere il contatto sociale veicolo di diffusione del virus.
    E’ necessario che questa amministrazione prenda atto che, per i tagli economici subiti e per
    il mancato investimento del personale qualificato, non c’è una struttura informatica capace di
    informatizzare, tempestivamente ed efficacemente, tutte le attività ancora legate alla “carta”, anche
    la UILPA ha sempre posto l’attenzione su questo argomento in sede di tutte le contrattazioni
    avvenute negli ultimi anni.
    Inoltre la normativa recentemente emanata a riguardo prevede che vengano individuate le
    attività indifferibili, da parte dei dirigenti, quindi, la procedura della mobilità, diventerebbe attività
    indifferibile, ma causerebbe un notevole spostamento di personale con l’aumento di rischio di
    contagio, in conflitto con le disposizioni restrittive governative.
    Quindi, si renderebbe necessario e tempestivo da parte del Ministero dell’Istruzione la
    fornitura di tutti i dispositivi di protezione individuale e la sanificazione di TUTTI gli uffici
    territoriali.
    Si sollecita, quindi la sospensione, dell’ordinanza fino alla conclusione di un accordo tra
    l’amministrazione le OO.SS. del comparto scuola e funzioni centrali, compatibilmente e in coerenza
    con la normativa recentemente emanata
    Roma, 24 Marzo 2020
    Il Coordinatore Nazionale UIL PA MIUR
    Alessandra Prece
    (Firma autografa sostituita a mezzo
    stampa ai sensi dell’art.3, comma 2
    del decreto legislativo n. 39/93)

  •  E’ stato appena sottoscritto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, rappresentative nelle pubbliche amministrazioni il Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”, ritenuto fondamentale per promuovere orientamenti comuni e condivisi per agevolare tutte le amministrazioni pubbliche nell’estesa adozione di modalità organizzative di lavoro agile e piani di sicurezza anti-contagio.

    Tale protocollo, rappresenta un grande passo avanti nella azione che stiamo portando avanti per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e per la salvaguardia di tutti, anche dei cittadini, essendo inteso a promuovere e agevolare il ricorso a misure necessarie a contenere la diffusione del contagio, mettere in sicurezza gli ambienti di lavoro e di accesso al pubblico e contestualmente garantire la continuità dei servizi e i livelli retributivi dei pubblici dipendenti che li prestano.

    Di seguito riportiamo il comunicato di CGIL CISL UIL


    "E’ stata appena raggiunta l’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica e le oo.ss. CGIL, CISL e UIL confederali e di categoria, con la sottoscrizione di un “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”.
    Per CGIL, CISL e UIL, mai come di questi tempi è assolutamente necessario presidiare la situazione del comparto pubblico nel duplice riferimento ai destinatari dei servizi e a coloro che operano nel sistema dell’offerta: le lavoratrici e i lavoratori che in queste giornate delicate continuano a garantire l’offerta al Paese.

    In analogia con quanto già avvenuto lo scorso 25 Marzo per l’omologo “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità Pubblica e Privata in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19”, anche il restante personale di tutte le pubbliche amministrazioni ha visto riconosciuto il proprio diritto alla massima informazione e tutela, nel primario interesse di coniugare la necessaria continuità dell’azione amministrativa del Paese con la assoluta ricerca della salubrità degli ambienti di lavoro e della salute dei cittadini/dipendenti e dei cittadini/utenti.
    Entrambi questi documenti integrano e completano il Protocollo siglato tra il Governo, CGIL, CISL, UIL e Confindustria per la salute dei dipendenti privati in data 14 Marzo.

    La firma del presente Protocollo, sottolineano CGIL; CISL e UIL confederali e di categoria, testimonia la giusta fondatezza delle sensibilità in materia di sicurezza dei lavoratori avanzate dal Sindacato confederale e riconosciute valide e condivisibili dal Governo.
    Mai come oggi siamo convinti che per accompagnare l’uscita dall’attuale delicata situazione sia importante che i servizi pubblici possano qualificare la propria missione come cardine sociale del Paese riaffermando la loro funzione fondamentale per la sostenibilità e la coesione sociale".


    In allegato il protocollo, nel quale mancano ancora le firme ufficiali in quanto l’incontro si è svolto in conference call.

    Ufficio di Segreteria Generale Uilpa

  • In data odierna si è svolto l’atteso incontro tra le OO.SS. e l’Amministrazione, sulla piattaforma informatica TEAMS, per la sottoscrizione di:

    - Protocolli sulla sicurezza

    - Fondo Risorse decentrate anno 2018

    - Contratto relativo alla retribuzione di risultato dei dirigenti per l’anno 2018.

    Per l’accordo ai protocolli sulla sicurezza sono state convocate anche le RRSSUU 1,2e 3.

    La UILPA MI/MUR ha chiesto chiarimenti in merito al mancato coinvolgimento dei rappresentanti della RSU 4, università e ricerca, nonostante l’Accordo sia nominato sia per MI che per il MUR.

    L’Amministrazione non ha convocato la RSU 4 in attesa di un coinvolgimento e confronto con il neo “datore di lavoro” di Via Carcani che , a questo proposito, ha predisposto l’allegata nota.

    L’ “Accordo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti del  MI-MUR e applicazione articolo 87 DL 17/2020 a seguito emergenza COVID-19”, contiene tutte le indicazioni di carattere generale applicabili nelle sedi centrali e territoriali. Si è ritenuto opportuno rimandare a breve termine la sottoscrizione dei tre protocolli reltivi alla sede di V.le Trastevere, alla sede di Via Carcani ed uno di indirizzo per gli uffici territoriali ai quali dovranno seguire protocolli d’intesa specifici ed adeguati alle esigenze di ogni singola sede territoriale.

    Nel corso di questo primo tavolo la UILPA ha chiesto chiarimenti ed informative circa:

    1. chiarimento per il personale posto in esonero dal servizio( commessi, usceri, portieri, autisti) se e quando potranno o dovranno rientrare in servizio in sede;
    2. chiarimenti circa la sicurezza da contagio per il personale in servizio automobilistico e di guardiania;
    3. Informativa circa i DUVRI delle sedi di lavoro, del BAR /RISTORO, dello sportello bancario e di come sarà organizzato il servizio del CRAL;
    4. la necessaria nomina del Mobility Manager;
    5. l’attivazione di un tavolo di contrattazione per le specifiche modalità di entrata ed uscita per fase orarie e il ricorso alle ferie pregresse dei congedi e tutti gli istutiti contrattuali relativi            alla nuova organizzazione del lavoro;
    6. l’informativa sul quesito posto all’ARAN circa la retribuzione dei buoni pasto per coloro che svolgono l’attività lavorativa ordinaria in “lavoro agile”.

    L’incontro si è concluso con l’accordo di inviare tutte le eccezioni proposte all’Amministrazione che avrà cura di accoglierle e redigere tre nuovi documenti.

    A seguire le OO.SS. hanno ridiscusso l’ipotesi di accordo  per la retribuzione di risultato dei dirigenti per l’anno 2018.

    Le risorse utilizzate, salvo diverse indicazioni degli organi di controllo, sono pari ad € 20.517.420,10:

       

    Somma occorrente per il pagamento della posizione al personale dirigente non generale in servizio, al netto delle cessazioni intervenute a qualsiasi titolo e al lordo delle nuove immissioni in ruolo e dei nuovi incarichi a tempo determinato, nell'anno 2018.

    10.399.910,85

    Onnicomprensività da liquidare al personale dirigente non generale, destinatario di incarico aggiuntivo, come integrazione retribuzione di risultato (imponibile IRPEF), 60% importo affluito al fondo (cfr. art.5)

    104.829,28

    Contributi (33,35%), sia a carico dello Stato (24.20%) che del dipendente (9.15%), relativi al 60% corrisposto al personale dirigente non generale per il regime di onnicomprensività (cfr. art. 5)

    38.481,63

    Somma da destinare alle reggenze del personale dirigente non generale per l’anno 2018 (cfr. art.3, c. 2)

    427.914,28

    Somma da destinare al risultato del personale dirigente non generale per l’anno 2018(cfr. art.3, cc. 4 -12)

    9.546.284,06

     

    TOTALE

    20.517.420,10

         

    L’Amministrazione ha recepito la richiesta della UILPA dello scorso anno di incrementare del 25% l’emolumento di risultato per il personale dirigente non generale per il periodo di durata  della funzione di reggenza.

    Le fasce di merito ed il punteggio di cui al precedente comma sono, per l’anno 2018:

                            Fascia A (punti 110);

                            Fascia B (punti da 91 a 109);

                            Fascia C (punti da 51 a 90);         

                            Fascia D (punti da 31 a 50)

    Il personale dirigente non generale, al quale sarà attribuito un punteggio inferiore a 31 non percepirà alcuna retribuzione di risultato.

    Al fine di rendere uniforme il metodo finalizzato all’attribuzione differenziata dell’emolumento economico accessorio, sulla base dei punteggi scaturenti dalla valutazione di cui al comma 4, verrà associato un coefficiente numerico compreso nel range 0,60-3,00 nel seguente modo:

                   Fascia A (punti 110)              coeff. 3,00

                   Fascia B (punti da 91 a 109) coeff. 2,40          

                   Fascia C (punti da 51 a 90)   coeff. 1,60          

                   Fascia D (punti da 31 a 50)   coeff. 0,60

    I destinatari della retribuzione di risultato, saranno i dirigente non generali che abbiano prestato servizio presso l’ex Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per un periodo maggiore o uguale a sei mesi nel corso dell’anno 2018.

    La retribuzione di risultato sarà attribuita in quota parte rapportata ai mesi di servizio prestato per il personale dirigente non generale che abbia svolto il proprio incarico presso l’ex Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per un periodo inferiore a sei mesi nel corso dell’anno 2018. L’eventuale, conseguente disponibilità residua della risorsa finanziaria sarà distribuita con le medesime modalità previste dai precedenti commi al medesimo personale che abbia prestato servizio presso l’ex Ministero medesimo per un periodo maggiore o uguale a sei mesi nel corso dell’anno 2018.

    Ai/alle dirigenti non generali che svolgono incarichi aggiuntivi, i cui compensi sono affluiti al Fondo di retribuzione di posizione e risultato, sarà attribuita una somma in misura pari al 60% (CCNI 27 novembre 2008) dell’importo lordo dipendente dei compensi medesimi, ad integrazione della retribuzione individuale di risultato.

    La misura del 60% di cui al precedente comma sarà al netto delle ritenute del 33,35% (a carico dello Stato: 24,20%; a carico del dipendente: 9,15%) che gravano sul Fondo.

    La rimanente risorsa, derivante dai compensi per incarichi aggiuntivi affluiti al Fondo di posizione e risultato, concorre a determinare la risorsa destinata alla retribuzione di risultato.

    I compensi affluiti in data successiva al presente accordo, per l’ordinata gestione di cui trattasi, sono imputati al Fondo di posizione e risultato del 31 dicembre dell’anno immediatamente successivo, ancorché il periodo di svolgimento degli incarichi aggiuntivi sia riferito ad esercizi precedenti il presente accordo. Detti compensi continuano ad essere corrisposti ai/alle dirigenti non generali che hanno svolto gli incarichi aggiuntivi, nella misura del 60% al netto dei complessivi contributi previdenziali, ad integrazione della retribuzione di risultato, salvo diversa successiva determinazione negoziale.

    Al termine dell’accordo la UILPA ha chiesto l’elenco dei 96 incarichi di reggenza, l’informativa circa il monitoraggio della performance 2019, propedeutica all’apertura del tavolo per il FRD 2019, gli “obiettivi” fissati di due Ministri e , come altre sigle sindacali ha sollevato il dubbio circa la legittimità dell’inserimento di quanto normato nel recente CCNL 9.3.2020 ed inserito nel presente documento all’art. 3 c. 6, in cui si prevede che “sulla base di quanto previsto dall’art. 32, comma 5 del C.C.N.L. 2016-2018, a un dirigente non generale che fruisce del distacco sindacale è attribuita la retribuzione di risultato pari a € 14.433,78 (lordo dipendente € 10.877,00) calcolata con il 60% della retribuzione media di risultato per l’anno 2015  corrispondente a € 18.128,52 lordo dipendente”, in quanto il CCNL è stato stipulato successivamente all’anno di riferimento del risultato relativo all’anno 2018. E’ stato affrontato marginalmente il tema della riorganizzazione dei due Ministeri e della nuova assegnazione di tutti gli incarichi dirigenziali che dovranno essere riassegnati sulla base del nuovo CCNL della  dirigenza. Forse entro il 15 giugno verranno attivati confronti relative a tutte le attività propedeutiche al nuovo assetto istituzionale.

    L’Amministrazione si è resa disponibile a rimodulare il testo con l’accordo e di fissare, a breve, un incontro per la sottoscrizione definitiva dell’accordo.

          

    Roma, 29.5.2020                                      Il Coordinatore Nazionale UILPA MIUR

                                                                                         Alessandra Prece

                                                                                    (Firma autografa sostituita a mezzo

                                                                                        stampa ai sensi dell’art.3, comma 2

                                                                                          del decreto legislativo n. 39/93)

            

  • La UILPA MIUR ha appreso che, in data odierna sono stati pubblicati gli elenchi delle sedi per la prova scritta del concorso in oggetto, che si svolgerà presso le aule informatiche delle Istituzioni Scolastiche regionali.

    Ad oggi risulta una crescente diffusione del virus sars-cov2, con una media di contagi giornalieri che supera circa le 3500 unità e che richiede l’adozione di misure anti-contagio, in alcune regioni addirittura più severe rispetto ai più seri provvedimenti adottati su scala nazionale.

    Si evidenzia, quindi, la preoccupazione del personale degli Uffici interessati alla procedura in oggetto, in relazione alle modalità con cui si procederà alla formazione dei tecnici d’aula nonché alla consegna del materiale necessario allo svolgimento delle prove.

    E’ il caso di ricordare che, in occasione delle ultime procedure concorsuali, le sessioni di formazione e la contestuale consegna del materiale, hanno visto il coinvolgimento di diverse decine di persone, tra tecnici d’aula, Dirigenti Scolastici e personale addetto alla consegna e al ritiro del materiale.

    E’ di chiara evidenza che, alla luce dei gravi rischi di contagio attuali e delle molteplici disposizioni Nazionali e Regionali che mirano ad evitare ogni forma di assembramento, una tale modalità non possa essere applicabile, in quanto comporterebbe gravi rischi di contagio sia per il nostro personale, sia per il personale delle Istituzioni Scolastiche coinvolte.

    La UILPA MIUR, pertanto, richiede rassicurazioni per tutto il personale coinvolto, confermando che la formazione dei tecnici d’aula verrà effettuata a distanza e che la consegna del materiale sarà organizzata in maniera tale da garantire:

    • un limitato numero di persone contemporaneamente presenti nei locali individuati per la distribuzione.
    • l’utilizzo di locali sufficientemente areati e con caratteristiche tali da garantire il mantenimento delle necessarie distanze interpersonali.
    • la predisposizione di idonee misure all’ingresso di tali locali, quali il controllo delle temperatura e la raccolta dei dati dei partecipanti, al fine di garantire il necessario tracciamento di cui alla normativa anti-covid.

    Si resta in attesa di un urgente riscontro

    Cordiali Saluti.

    Roma, 07.10.2020

    Il Vice Coordinatore Nazionale                                            Il Coordinatore Nazionale

    UILPA MIUR                                                                       UILPA MIUR

                            Antonio Izzo                                                                       Alessandra Prece

  • Le scriventi sono venute a conoscenza della convocazione di una riunione con le OO.SS. rappresentative del comparto scuola avente all’ordine del giorno l’informativa su bandi di concorso e procedura di abilitazione scuola secondaria e relativi decreti ministeriali. Si rammenta che le attività amministrative propedeutiche allo svolgimento dei concorsi sono da sempre svolte dal personale del comparto Funzioni Centrali in servizio presso gli USR ed AT del Ministero dell’Istruzione. Per questo motivo pare a queste OO.SS. incomprensibile che codesto Ministero, nonostante numerosi solleciti anche in occasione dell’ordinanza per la mobilità del personale docente e ATA, continui a non ritenere opportuno il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori che saranno effettivamente chiamati a svolgere le attività. Ricordiamo peraltro che nel “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” sottoscritto il 3 aprile 2020 tra OO.SS. e Ministro per la Pubblica Amministrazione si concorda, al punto 1 “sulla opportunità, per il periodo di emergenza, che le amministrazioni promuovano modalità di comunicazione e confronto con le rappresentanze sindacali sui punti del presente protocollo al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici…...” Di conseguenza, a meno che non sia intenzione dell’Amministrazione porre in capo al personale ATA delle scuole tutte le attività relative all’informativa per le quali è stato convocato l’incontro, le scriventi ritengono che la mancanza di confronto con le OO.SS. rappresentative del personale del Ministero del Comparto Funzioni Centrali sia in netto contrasto con quanto previsto dal citato protocollo nonché con lo svolgimento di corrette relazioni sindacali. Se invece, come di consueto, l’attività ricadrà sui lavoratori degli USR e AT, riteniamo necessario un confronto sulle azioni che l’amministrazione dovrà intraprendere per garantire la sicurezza dei lavoratori e dell’utenza nel caso, molto concreto, in cui parte delle attività dovessero comportare la presenza dei lavoratori presso la sede di servizio, in situazioni di promiscuità ed in mancanza del distanziamento sociale oggi indispensabile. Si coglie l’occasione per rappresentare che, interpretando le disposizioni dettate dall’art. 87 comma 3 del DL 18/2020 presso molti uffici territoriali ai lavoratori è stata data indicazione di fruire delle ferie pregresse, non utilizzate nell’anno di riferimento a causa di esigenze di servizio legate al regolare avvio dell’anno scolastico e in presenza di un organico di fatto di detti uffici mediamente del 50% inferiore a quello di diritto, con punte del 60% in alcuni uffici. Questa situazione potrebbe comportare nei prossimi giorni la mancanza di un consistente numero di dipendenti presso i relativi uffici, Si rileva inoltre che, anche per le attività relative alla mobilità del personale scolastico, la modalità di lavoro in “smart working” comporta condizioni di estremo disagio causate dalla mancata attivazione di un sistema informatico adeguato per la consultazione della documentazione cartacea pregressa, utile al corretto svolgimento della procedura. Infine, ma non meno importante, si ricorda che, a quanto risulta alle scriventi, non sono ancora stati individuati gli obiettivi per l’anno 2020, utili ad identificare la produttività dei dipendenti secondo il Sistema di Misurazione e valutazione del Personale. Si richiede quindi, ancora una volta, di convocare le scriventi per il confronto sui punti di cui sopra, specificando che una ulteriore dimostrazione del mancato interesse nei confronti dei lavoratori del Ministero ci costringerà a valutare idonee azioni sindacali.

    Roma, 16 Aprile 2020

    FP CGIL                         CISL FP                            UILPA

    Anna Andreoli                 Michele Cavo                   Alessandra Prece

  • On.le Ministra Azzolina e M.R. Ministro Manfredi,
    con riferimento alle numerose categorie di dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Ministero
    dell’Università e della Ricerca che, in questa situazione di gravissima emergenza sanitaria, sono
    costretti a recarsi sul posto di lavoro per contribuire agli enormi sforzi di tutto il Paese alla lotta
    contro il Covid-19, si chiede di procedere con urgenza e senza ulteriore esitazione ad effettuare i
    previsti test di diagnosi di eventuale positività al coronavirus.
    Quanto sopra a tutela di tutti i lavoratori pubblici che in questa fase sono impossibilitati a
    rendere la prestazione lavorativa in modalità agile.
    Signori Ministri al riguardo, si sottolinea, infatti che anche laddove il datore di lavoro
    fornisca i previsti DPI, in ogni caso, ad esempio, l’uso promiscuo dei servizi igienici costituisce
    sicuramente una fonte di contagio.
    Pertanto, soltanto l’esatta individuazione di eventuali lavoratori positivi al covid-19 con il
    relativo allontanamento degli stessi dalla sede di lavoro può evitare il diffondersi del contagio ed
    evitare ai datori di lavori di incorrere in gravissime responsabilità per violazione del dovere di
    tutela della salute dei lavoratori.
    In difetto di attuazione di quanto richiesto, si assumeranno tutte le iniziative consentite a
    sostegno dei lavoratori che per la specificità delle mansioni o per i fini istituzionali delle strutture in
    cui operano sono costretti a lavorare in sede.
    Roma, 1 Aprile 2020
    Il Coordinatore Nazionale UIL PA MI MUR
    Alessandra Prece
    (Firma autografa sostituita a mezzo
    stampa ai sensi dell’art.3, comma 2
    del decreto legislativo n. 39/93)

  •             In data odierna si è svolto l’incontro tra OO.SS. ed Amministrazione per il confronto dell’"Accordo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti del Ministero dell’Istruzione e applicazione dell’art. 87 DL 17/2020 a seguito di emergenze COVID-19".

                La UILPA MI e MUR ha ritenuto di dover evidenziare come l’accordo contiene refusi e previsioni di dubbia interpretazione e legittimità che potrebbero vanificarne l’ efficacia. Il documento dovrebbe costituire uno strumento attraverso il quale si dovrebbe procedere all'individuazione di soluzioni che consentano una prudente ripresa delle attività di presenza in una fase in cui l'emergenza epidemiologica è tutt'altro che terminata, ne sono un esempio i focolai a Roma e lo stato di emergenza dichiarato a Pechino,

                Da più Uffici, centrali e periferici dell’Amministrazione, sono giunte notizie di dirigenti d'ufficio e/o generali che stanno invitando i propri dipendenti a rientrare in servizio e che, in alcuni casi, è stato organizzato un calendario delle presenze, in assenza della sottoscrizione sia dell’Accordo sia del Protocollo per la prevenzione e la sicurezza in ordine all’emergenza COVID-19, nonostante la modalità di lavoro ordinaria ancora vigente sia quella del "lavoro agile" e che l’emergenza per la pandemia sia ancora in atto.

                Con riferimento alla presenza dei lavoratori in sede, infatti, l’Accordo fa riferimento a un "contingente minimo di personale posto a presidiodell'ufficio", individuato dal dirigente, che supera il dato normativo che - si rammenta - dispone che il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e che la presenza del personale negli  Uffici  è limitato al solo fine di assicurare esclusivamente le  attività indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell'emergenza, al fine di ridurre al minimo la presenza dei lavoratori nelle varie sedi.

    Quindi, questa O.S. ha richiesto di specificare che le attività indifferibili sono da rendere in presenza UNICAMENTE solo se non possono essere svolte  distanza in modalità agile espungendo il “contingente minimo di personale posto a presidio dell’’ufficio”, che non trova alcun riscontro normativo e senza lasciare la discrezionalità al dirigente nell’individuazione dello stesso.

    Ne deriva la necessità di espungere la suddetta previsione dal testo, cosi come di riformulare la parte in cui si prevede che "le attività indifferibili/urgenti da rendere in presenza [...] sono individuate dal dirigente" che sembra lasciare alla discrezionalità di quest'ultimo l'individuazione delle stesse. La norma non riconosce, invece, alcuna discrezionalità e limita la presenza del lavoratore in sede per lo svolgimento di quelle sole attività che, oltre che indifferibili, richiedano, per il loro svolgimento, NECESSARIAMENTE la presenza del dipendente in sede e che, quindi, non possano essere svolte a distanza.

                E’ stato sottolineato, inoltre, che nel protocollo in questione si fa riferimento, in più occasioni, all'utilizzo delle mascherine, obbligatorio (giustamente) in casi specifici; ad esempio, si prevede che "il datore di lavoro organizzerà le attività lavorative e gli spazi al fine di garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Qualora non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza (es. aree comuni), il lavoratore dovrà indossare la mascherina.    L’Amministrazione si impegna a reperire un quantitativo di mascherine chirurgiche da mettere a disposizione del personale ovvero di visitatori autorizzati laddove sprovvisti."

                Questa O.S. ritiene di dover invitare l'Amministrazione a farsi carico di tale aspetto con modalità diverse e adeguate alla tutela della salute del lavoratore.

                L'amministrazione, infatti, "non deve impegnarsi A REPERIRE", bensì deve impegnarsi "A FORNIRE a ciascun dipendente chiamato a svolgere la propria attività lavorativa di presenza una o più mascherine per ciascuna giornata lavorativa". La tutela della salute dei lavoratori non può ridursi a una mera obbligazione di mezzi ma deve consistere in una obbligazione di risultato, quanto meno con riferimento alla messa a disposizioni della strumentazione adeguata, poiché l'utilizzo prolungato delle mascherine chirurgiche le rende inadeguate dopo 2/3 ore.

                Per tale ragione, è stato chiesto un chiarimento all'amministrazione circa la fornitura a ciascun dipendente delle mascherine, adeguato al numero di ore di cui sarà composta la giornata lavorativa.

                Sono stati segnalati, altresì, due particolari refusi, di cui uno presente anche nella bozza di protocollo condiviso sottoposto alla approvazione delle RSU:

    1) mancato riferimento al Ministero dell’Università e della ricerca, nell’Accordo;

    2) le "attività indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro" divengono solo "attività indifferibili", con un evidente contrasto con il dato normativo e conseguente ampliamento delle ipotesi in cui il dipendente debba essere presente in ufficio, in entrambe i documenti.

                Quindi, nell’interesse primario della salute dei lavoratori nonché delle responsabilità datoriali derivanti, è stato richiesto di sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale, che sia dirigenziale o direttoriale, in attesa che si definisca il Protocollo per la prevenzione e la sicurezza in ordine all’emergenza COVID-19 fino alla ridefinizione dello svolgimento dello SMART WORKING, per il quale l’Amministrazione si è impegnata a convocare un tavolo già dalla prossima settimana.

                LA UILPA MI e MUR ha anche sollecitato la stipula di un accordo sulla mobilità, strettamente legata allo stato emergenziale in atto. La normativa infatti invita ad evitare anche gli spostamenti di personale dalle sedi di residenza , fatto che sovente si riscontra negli uffici territoriali e regionali con alcuni dipendenti costretti a continui spostamenti interregionali o provinciali.

                Anche per questo è stata accolta favorevolmente la negoziazione di un accordo quanto più utile e favorevole per lo smart working per segnare con decisione la transizione da “home working”, come di fatto è stato in questi mesi nella nostra Amministrazione, ad un compiuto smart working, verso una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, praticato in una cornice adeguatamente attrezzata, sicura e di pari opportunità e disciplinato dalla contrattazione collettiva, a totale garanzia di tutti i lavoratori.

                Ogni azione intrapresa in assenza di indicazioni certe e condivise, tese alla tutela e garanzia dei lavoratori, sarà oggetto di attenta analisi da parte della scrivente Organizzazione e, in assenza delle predette modifiche, la scrivente O.S. non sottoscriverà i suddetti protocolli, ritenendo non negoziabile la tutela della salute dei dipendenti, che non può essere lasciata né alla discrezionalità dei dirigenti, né tanto meno a indefiniti impegni di codesta Amministrazione.

    Roma, 19.6.2020                                                    Il Coordinatore Nazionale UILPA MIUR

                                                                                                  Alessandra Prece

                                                                                            (Firma autografa sostituita a mezzo

                                                                                             stampa ai sensi dell’art.3, comma 2

                                                                                                 del decreto legislativo n. 39/93)

  •             Si è appena conclusa il secondo e definitivo confronto tra l’ Amministrazione e le OO.SS. circa la stesura della circolare sul “ Decreto rilancio” per il rientro del personale, in sicurezza, sul posto di lavoro.

                La UILP MIUR ha inviato le seguenti modifiche proposte alla circolare trasmessa dall’Amministrazione:

    1) La bozza di circolare riporta la seguente disposizione : ”Si sottolinea, quindi, che la decorrenza della norma è immediata e che pertanto codesti uffici provvederanno ad attenersi alle prescrizioni in essa contenute, garantendo la presenza in servizio almeno del 50% del personale, su base giornaliera, settimanale o mensile.” Si segnala che la disposizione in questione non è in linea con quanto previsto dalla normativa, che dispone solo un limite per la concessione del lavoro agile e non richiede percentuali di effettiva presenza in servizio. Considerato che siamo ad Agosto e che tutti gli Uffici possono contare su di una limitata presenza di personale, per via delle ferie già autorizzate, garantire la presenza in servizio del 50% del personale risulta praticamente impossibile e richiederebbe la revoca delle ferie già autorizzate, con ovvia violazione del diritto alle ferie del personale. Pertanto, si propone la seguente formulazione : “garantendo che, almeno il 50% del personale effettivamente in servizio ( al netto di ferie, malattie, congedi, permessi, etc. ), svolga la propria attività in presenza”

    2) Si richiede di inserire apposita disposizione che imponga di tenere fuori dal suddetto 50% tutti coloro che presentino particolari fragilità, che vanno tutelati a prescindere e, quindi, esclusi dalle turnazioni in presenza. Tale tutela non può dipendere dall’appartenenza ad un ufficio più o meno grande o dalla concentrazione, più o meno alta,  di dipendenti con problemi di salute. Non prevedere una disciplina ad hoc rappresenterebbe una grave violazione del diritto alla salute, costituzionalmente garantito.

    3) Nel rispetto delle Circolari della Funzione Pubblica e del Protocollo Nazionale, si richiede che, ai fini dell’applicazione della norma, venga disposto il preventivo confronto, in tutte le sedi, con le rappresentanze sindacali. Si ricorda, infatti, che gli uffici territoriali occupano immobili molto differenti tra loro e che, in alcuni casi, la presenza del 50% potrebbe comportare l’impossibilità di rispettare le distanze interpersonali richieste dalla normativa in oggetto. Si segnala, al riguardo che, in caso di accertato contagio di uno o più dipendenti in Ufficio, secondo quanto disposto dal D.lgs. 81/08,  si può configurare la responsabilità del Datore di Lavoro, in sede civile e penale, ove non dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il rischio. L’applicazione indiscriminata e immediata della norma, senza la necessaria valutazione delle misure di sicurezza da attuare, esporrebbe, quindi, il personale a rischi di contagio e i Direttori Generali/Dirigenti a responsabilità di varia natura. E’ necessario, quindi, che la circolare preveda che venga preventivamente accertata la capienza massima di ciascuna sede, l’aggiornamento dei documenti sulla sicurezza, la presenza delle certificazioni degli impianti di condizionamento, dei sistemi di rilevazione della  temperatura, disponibilità di mascherine e gel igienizzante, idonee disposizioni per la pulizia dei locali. Tutte misure assolutamente necessarie per garantire il rientro in servizio del personale.

                Nel corso del confronto è stato reso noto verbalmente che alcune delle richieste della scrivente e di altre OO.SS  sono state accolte.

                A richiesta di invio della circolare che l’Amministrazione diramerà a breve, non è stato dato riscontro.

                Ciò premesso, fino alla pubblicazione del documento definitivo,  non sarà possibile dare alcun tipo di informativa al riguardo.

                L’incontro si è terminato bruscamente, lasciando esterrefatto tutto il tavolo, per la risolutiva chiusura da parte dell’Amministrazione che ha  lasciato in sospeso alcuni interventi.

    Roma 5, agosto 2020                                                            Coordinamento Nazionale

                                                                                                              UILPA MIUR