logo banner top

covid

  • Negli ultimi giorni, molti colleghi stanno rivolgendo a questa O.S. le richieste di chiarimenti
    in merito alla fruizione dei buoni pasto nell’ambito dello Smart Working.
    Il nuovo modello lavorativo è stato recentemente regolarizzato da alcuni interventi legislativi,
    tra i quali il DL n. 81/2017, lasciando molti punti poco chiari. Uno di questi riguarda i buoni pasto
    che il datore di lavoro, o l’amministrazione, può fornire ai propri dipendenti affermando che: “Il
    lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento
    economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti
    collettivi di cui all’art. 51 del D. L.vo n. 81/2015, nei confronti dei lavoratori che svolgono le
    medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”.
    Quindi, in teoria, il trattamento economico del dipendente dovrebbe rimanere invariato, ma i
    buoni pasto non vengono esplicitamente nominati dalla suddetta legge e quindi le interpretazioni sono
    molteplici.
    La Funzione Pubblica recentemente, nella circolare 2/2020, ha ribadito che: “Le
    amministrazioni sono chiamate, nel rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente, a
    definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali
    riflessi sull’attribuzione del buono pasto, previo confronto sotto tale aspetto con le organizzazioni
    sindacali. Con particolare riferimento alla tematica dei buoni pasto, si puntualizza, quindi, che il
    personale in smart working non ha un automatico diritto al buono pasto e che ciascuna PA assume
    le determinazioni di competenza in materia, previo confronto con le organizzazioni sindacali.”
    Pertanto appaiono estemporanee ed immotivate le note di alcune sigle sindacali che non fanno
    che alimentare confusione nei dipendenti , ben sapendo che ad oggi non c’è un protocollo d’intesa tra
    questa Amministrazione e le parti sociali in materia di lavoro agile.
    La UILPA MI e MUR, invita tutti i colleghi, in questo momento delicato della nostra vita in
    cui ci sono categorie di lavoratori e volontari che operano in trincea (medici, infermieri associazioni
    di volontariato e tutto quel personale occupato nella filiera della produzione), laddove ci sia un
    accordo in merito alla fruizione dei buoni pasto a livello nazionale e/o territoriale, a devolvere
    l’importo, a favore di tutti quei lavoratori che con professionalità, rigore e generoso altruismo,
    giornalmente rischiano la propria vita per salvare tante vite umane.
    Auspicando nell’accoglimento dell’ invito rivolto agli iscritti a questa sigla sindacale, senza
    alcun indugio, rimaniamo sempre a vostra completa disposizione per ogni ulteriore chiarimento o
    supporto
    Roma, 3 Aprile 2020 Il Coordinatore Nazionale UIL PA MIUR
    Alessandra Prece
    (Firma autografa art.3, comma 2
    del decreto legislativo n. 39/93)

  • On.li Ministri,
    in riferimento alla recentissima dichiarazione da parte dell’OSM dello stato di “pandemia” e al DPCM 11
    marzo 2020, che prevede espressamente che “Fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma
    1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve le
    attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo
    svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente,
    anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della
    legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza” si chiede che
    vengano individuate con la massima urgenza le attività indifferibili da rendere in presenza nei
    diversi uffici e date conseguentemente le necessarie disposizioni affinché con la massima
    tempestività tutto il personale non impegnato nelle attività indifferibili possa rendere la propria
    prestazione lavorativa con la modalità dello smart working.
    E’ di tutta evidenza che lo spirito della norma appena emanata, così come quelle precedenti, ha il
    primario obiettivo di rendere effettivo il distanziamento sociale al fine di contenere la diffusione
    epidemiologica da COVID 19. La mancata applicazione o il ritardo rispetto a quanto disposto
    rappresenterebbe un intollerabile aumento del rischio per la salute dei lavoratori e dei cittadini.

    Certi che siamo tutti impegnati nello sforzo di superare questa difficile fase nel più breve tempo
    possibile attendiamo un riscontro in tempi brevissimi.
    Le scriventi sono disponibili eventualmente ad un incontro informativo in videoconferenza.

    FP CGIL                  CISL FP                UILPA
    Anna Andreoli         Michele Cavo      Alessandra Prece