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  • La UILPA MIUR Regionale denuncia la grave situazione che caratterizza l’Ufficio
    Scolastico Regionale per il Lazio, prendendo spunto dallo Slogan adottato solo pochi giorni fa dal
    neo Ministro Fioramonti.
    Negli ultimi anni, solo l’impegno e l’abnegazione del personale del MINISTERO
    dell’ISTRUZIONE dell’ UNIVERSITÁ e della RICERCA ha permesso di far sopravvivere il
    sistema di Istruzione nel Lazio, merito mai riconosciuto dalle Istituzioni, nemmeno in occasione
    dell’apertura dell’anno scolastico.
    A causa dei numerosissimi pensionamenti e del mancato turn over, l’organico si è ridotto, di
    circa il 50%. Presso la Direzione Generale, di fatto, non esiste più un Ufficio Relazioni con il
    Pubblico, non esiste più un centralino che possa filtrare le chiamate degli utenti. In alcune sedi
    manca il personale per gestire i servizi di portineria, non c’è personale di ruolo sufficiente per
    espletare tutte le funzioni. L’USR può contare su due soli Dirigenti titolari. Gli altri Uffici sono
    assegnati a Dirigenti con contratto a Tempo Determinato o in reggenza ed alcuni hanno in
    assegnazione un unico funzionario. La conseguenza è che il personale, anche di area II, si trova
    spesso a dover “operare autonomamente” assumendosi responsabilità e svolgendo mansioni che
    vanno ben oltre le proprie competenze.
    La UILPA MIUR Nazionale sta sollecitando l ’Amministrazione affinché condivida le fasi
    della ben nota procedura di Riorganizzazione del Ministero, il cui mancato completamento impatta
    sui lavoratori dell’USR Lazio con effetti devastanti. Ad oggi, il posto di Direttore Generale dell’
    Ufficio Scolastico Regionale è vacante da oltre due mesi. Ciò ha comportato un evidente
    rallentamento di alcune fondamentali attività ed addirittura la totale paralisi di alcuni settori. Gli
    Uffici stanno accumulando un ritardo nello svolgimento delle attività istituzionali che rischia di
    avere ricadute gravi sul sistema dell’Istruzione nel Lazio. Tra pochi giorni, scadranno le reggenze
    dell’Ufficio I che si occupa di tutta la gestione finanziaria e del personale, dell’Ufficio IV, che ha
    competenza su organici e concorsi del personale scuola e dell’Ambito Territoriale di Viterbo. A
    meno di quindici giorni da tale data, non è ben chiaro quale sarà il destino di questi tre Uffici.
    Analoga situazione per l’ambito di Rieti, il cui Dirigente è prossimo al pensionamento.
    E’ importante sottolineare che, in questi anni, mentre il personale diminuiva, le competenze
    degli Uffici Scolastici, e dell’USR Lazio in particolare, crescevano. Basti pensare, a titolo
    esemplificativo e non esaustivo, che, dal 2016, l’Ufficio in questione è stato investito delle
    procedure relative a Concorso docenti 2016, Concorso docenti 2018, Concorso Infanzia e Primaria
    2018, Concorso Dirigenti Scolastici, Concorso DSGA, Concorso Funzionari Amministrativi. I
    Concorsi si compongono di decine e decine di procedure ed è stato chiesto al Lazio di occuparsi
    anche di graduatorie per altre regioni. Ogni procedura genera una mole impressionante di lavoro
    che va dall’organizzazione logistica, alla nomina e gestione delle Commissioni, dal pagamento dei
    compensi ai commissari alla redazione e rettifica delle graduatorie, dalla gestione del contenzioso
    alle procedure di immissione in ruolo. Il tutto concentrato su pochissime unità di personale,
    distribuite tra Ambiti Territoriali e Direzione Generale e, per i quali, le procedure concorsuali
    rappresentano un lavoro straordinario che va ad affiancarsi alle numerose competenze ordinarie.
    Abbiamo voluto fare un esempio, ma potremmo esaminare ogni settore
    dell’Amministrazione, dall’area finanziaria, alle ricostruzioni di carriera, alle pensioni, dagli
    organici e gestione delle graduatorie al supporto amministrativo delle scuole, dalla gestione del
    personale interno, ai progetti, al contenzioso ordinario etc. Otterremmo, tristemente, lo stesso
    risultato: tante competenze e una dotazione di personale ridotto al lumicino che lavora
    esclusivamente sulle emergenze.
    Inoltre, la maggioranza del personale si trova ad operare in condizioni di sicurezza precarie,
    più volte denunciate dalla UILPA MIUR, non ci sono uffici confortevoli e, talvolta, neanche servizi
    igienici degni di un posto di lavoro nell’anno 2019. Non si riesce ad affrontare i problemi strutturali
    degli Uffici, perché la competenza sarebbe delle Province, enti immersi, ormai da anni, nelle nebbie
    di una riforma mai completamente attuata e con i quali risulta impossibile istruire qualsiasi forma di
    collaborazione o contraddittorio.
    La carenza di personale non consente di accedere a procedure di mobilità, con la
    conseguenza che alcuni dipendenti si ritrovano ad essere ostaggio del proprio ufficio e, da anni,
    cercano di cambiare sede o incarico, cosa che, peraltro, sarebbe anche obbligatoria, in virtù delle
    normativa anti-corruzione, per coloro che lavorano in settori a rischio. Il tutto con gravi
    conseguenze sul benessere organizzativo e sulla qualità di vita del personale.
    Ogni anno il personale viene retribuito per circa il 40% delle ore di straordinario,
    regolarmente autorizzato e prestato: il personale diminuisce, le competenze aumentano ma i fondi
    per pagare lo straordinario sono sempre più esigui. Ad oggi, il personale dell’U.S.R. per il Lazio
    non ha ancora percepito la retribuzione di risultato dell’anno 2017 e i colleghi di Frosinone
    attendono addirittura la corresponsione del Fua 2016. Al personale si chiede, ogni giorno,
    responsabilità e rispetto delle scadenze anche quando il loro orario di lavoro è finito, anche quando
    il CCNL li obbligherebbe a godere delle loro ferie… ma quando si tratta di completare procedure a
    vantaggio del personale, il rispetto delle norme e delle tempistiche imposte dalla legge sul
    procedimento amministrativo o dal CCNL, improvvisamente, perde ogni importanza.
    Nel frattempo, il personale è chiamato ogni giorno a difendersi da accuse e minacce degli
    utenti, dalle diffide degli avvocati, dalle denunce gratuite. Cogliamo con apprezzamento l’iniziativa
    dei sindacati della Scuola volta a denunciare le gravi condizioni in cui si trova ad operare il nostro
    personale. Ci auguriamo che tale presa di posizione non resti un caso isolato e che i colleghi del
    sindacato scuola siano al nostro fianco nel tentativo di far comprendere agli utenti che, dietro i
    disservizi, non ci siano assenteisti o fannulloni, ma solo una dotazione di personale che, per ridotto
    numero, non può più, nonostante ogni ragionevole sforzo, dare risposte adeguate.
    Una grande donna che ha guidato per anni il nostro Coordinamento, circa tre anni fa,
    profetizzava la chiusura degli Uffici Scolastici Regionali per mancanza di personale. Chi era al suo
    fianco in quegli anni ricorderà i sorrisi degli interlocutori istituzionali. E ’triste constatare quanto
    avesse ragione.
    In attesa di un segnale chiaro e propositivo da parte dell’Amministrazione Centrale, unica
    interlocutrice attuale, chiederemo al personale di dare il massimo contributo alle prossime iniziative
    di mobilitazione ricordando che in ballo non c’è la semplice estinzione dei nostri Uffici, bensì la
    possibilità di garantire, per il futuro, il godimento del Diritto, Costituzionalmente garantito, di
    accesso all’ ISTRUZIONE nella nostra Regione.
    Roma, 09.10.2019
                                                                                                                     Per Il Coordinamento Regionale
                                                                                                                             UILPA- MIUR Lazio
                                                                                                                                   Antonio Izzo

  •      

    TRASFERIMENTO SEDE LEGALE

    Nota a verbale UILPA incontro del 21.04.2021

    U.S.R. LAZIO/OO.SS.

    Attualmente la Direzione Generale rappresenta, secondo il D.M. 914 del 18.12.2014, una unità funzionale dell’Amministrazione, sede di RSU, con competenze Regionali, a differenze delle articolazioni territoriali a cui vengono assegnate competenze provinciali. La Direzione Generale è sede di RSU e non conta che ci siano situazioni ed amministrazioni ( tra cui le Istituzioni Scolastiche ), in cui Uffici dislocati in più sedi facciano capo ad una sola RSU. Le sedi di contrattazione e di elezione delle RSU, infatti sono frutto di apposito protocollo ARAN e successivo protocollo, condiviso con le OO.SS., a livello locale. E’ evidente che se i suddetti protocolli prevedano per una articolazione o una Amministrazione una RSU unica, l’unitarietà fisica assume una grande importanza, visto il ruolo di stretto contatto col personale riconosciuto alle RSU. Il Protocollo che regola le sedi di RSU nel nostro Ministero, e, in particolare l’USR, ha voluto una sede di RSU per la Direzione LAZIO. Ad oggi, l’Amministrazione ci parla del trasferimento della sede legale della Direzione. Una nozione, questa, che è totalmente estranea ai rapporti tra Amministrazione e Lavoratori, tra Amministrazione e OO.SS. Tutte le disposizioni in tema di prerogative sindacali, trasferimenti, diritti dei lavoratori fanno riferimento al concetto di unità produttiva e di sede di lavoro.

    E’ Giusto, quindi, inquadrare giuridicamente, in maniera corretta ciò di cui stiamo parlando. Quello che il D.G. Lazio ha portato sul tavolo non è il trasferimento della sede legale, entità squisitamente giuridica, per la quale questa O.S. non prova alcun interesse. Non sta proponendo neanche un trasferimento dell’Unità produttiva o funzionale che dir si voglia, perché, per stessa ammissione del Direttore Generale, non esiste ad oggi un piano con tempi certi per il trasferimento di tutti gli Uffici della Direzione Generale. E’ evidente, giuridicamente, allora, che non si possa che parlare della creazione di una nuova Unità funzionale, che nessuna rispondenza trova nel D.M., e di mobilità d’ufficio del personale, i cui criteri, lo ricordiamo, insieme alla sicurezza, specialmente in tempo di Covid, sono oggetto non di mera informativa ma di confronto con le OO.SS.

    Per essere precisi, questa suddivisione tra due unità produttive è di fatto già avvenuta. Da tempo, il Direttore Generale, la sua segreteria ed altri dipendenti dell’USR hanno la possibilità di timbrare presso un apposito timbratore a Via Frangipane, che individua, solo informaticamente, una sede di lavoro diversa da quella assegnata al personale in questione. In tempi non sospetti, abbiamo richiesto all’Amministrazione di conoscere i nominativi, i ruoli ed i titoli di utilizzazione del suddetto personale. Abbiamo chiesto che ci venissero inviati gli atti che, giuridicamente, giustificassero le suddette timbrature ed il conseguente riconoscimento di ore in eccedenza o buoni pasto, che, soprattutto, mettessero il personale al riparo da brutte sorprese in caso di controlli della Guardia di Finanza, dell’ASL o dell’INAIL. La nostra richiesta non ha trovato riscontro e, quindi, di fronte ad un atteggiamento di chiusura nei confronti dei lavoratori, che speriamo non venga confermato dall’Amministrazione, non si potrà non tenerne conto.

    Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza, nel corso del sopralluogo effettuato il giorno 19.04 u.s., ci ha sorpreso trovare difformità evidenti e risolvibili che, proprio perché evidenti e risolvibili, possono dimostrare soltanto una cosa: la totale incuranza del rispetto delle normative in materia di sicurezza. In pochi minuti, visionando un corridoio e quattro stanze, senza avere la preparazione tecnica che può avere un tecnico dei Vigili del fuoco o un tecnico dell’ASL, abbiamo notato le seguenti

     anomalie :

    1. porta a vetri, con vetri frangibili posta all’ingresso del piano che potrebbe essere causa di infortuni per i lavoratori.
    2. canaline aperte e cavi elettrici a vista in una sala riunioni ancora in lavorazione e che, pertanto, dovrebbe essere contrassegnata come area di cantiere, con barriere che ne inibiscano l’accesso al personale non autorizzato.
    3. Una parete in cartongesso, evidentemente di recente creazione, con porta non a norma e non dotata di maniglione antipanico, esattamente al centro della via di fuga, in un edificio in cui il DVR ci dice che, vista la distanza superiore alla norma da coprire per raggiungere un luogo sicuro, è necessario avere una organizzazione perfetta dell’evacuazione.
    4. porte delle stanze con lamina in ferro, non dotate di maniglione anti-panico che, evidentemente, potrebbero diventare una trappola in caso dovessero bloccarsi durante un’emergenza, ad esempio per eventi sismici,
    5. la porta del bagno, antistante ad una rampa per disabili, non di dimensioni tali da consentire il passaggio di una carrozzina. Al riguardo, anche se non si tratti di un problema di sicurezza, ci spiace che la nostra Amministrazione non abbia tenuto in considerazione la delicatezza, assolutamente dovuta, nei confronti delle colleghe donne, prevedendo bagni differenziati per uomini e donne. E’ chiaro che contasse di più avere servizi igienici riservati di cui comunque siamo a conoscenza.
    6. Il quadro elettrico di piano aperto e non chiudibile, in quanto privo di serratura funzionante e la mancanza, nelle vicinanze, anomalia certificata anche dal DVR, dell’estintore CO2, come prescritto dalla legge.
    7. Nessun accesso autonomo al piano per i disabili, visto che l’unico ascensore nelle vicinanze è ad uso esclusivo dell’Istituzione Scolastica e posto al di là di una porta taglia fuoco, giustamente chiusa dall’esterno, e non ci si venga a dire che, ad oggi, tra il personale individuato non ci sono diversamente abili, perché nel mondo, purtroppo, esistono anche le inabilità temporanee.
    8. La stessa porta taglia-fuoco che, per legge, dovrebbe essere dotata di sistema di bloccaggio tramite elettrocalamita per poter facilitare l’evacuazione e che ne è priva.
    9. Sono state apportate modifiche di natura edilizia, evidenti nel confronto tra planimetrie originarie e attuali e non crediamo siano state fatte le dovute comunicazioni, come non crediamo che siano state fatte le necessarie mutazioni di destinazione urbanistica da scuola a uffici.

    L’ incuranza da parte di Città Metropolitana per la sicurezza è dimostrata dal fatto che, dall’ingresso di via Frangipane, ogni ala è ancora chiusa da porta a vetri frangibili, priva di maniglione anti-panico e a “ saloon “ come la definisce il RSPP, il che vuol dire con apertura a molla in entrambe le direzioni. Il “meglio” che ci sia in caso di evacuazione, tanto che il RSPP dispone che la porta debba restare sempre aperta e noi, trattandosi di porta a molla, come O.S. ci chiediamo : in che modo? Posizionando una bella sedia al centro della via di fuga, legando la porta alla parete con apposito chiodo, magari con lo spago o posizionando apposito dipendente blocca porta? La cosa che proprio non è chiara è perché la Città Metropolitana, in cinque anni non abbia smontato quelle porte, semplicemente estraendole dai cardini, visto che quella anomalia era stata segnalata ancor prima del trasferimento dell’A.T., e che il RSSP dell’epoca, nella sua relazione tecnica, aveva richiesto la rimozione di quelle due porte. E’ evidente che si continui a ragionare secondo la filosofia, purtroppo diffusa del “ ma cosa vuoi che succeda ?” Una filosofia a noi estranea, soprattutto perché il Direttore Generale ci ha ricordato che, in assenza di un RLS, le RSU sono responsabili collegialmente, interpretazione con cui siamo pienamente d’accordo. Siccome la legge prevede responsabilità anche di natura penale in capo a chi ha l’obbligo di segnalare all’autorità e non lo fa e noi non siamo abituati ad abbandonare al proprio destino le RSU, ove l’Amministrazione disporrà un trasferimento d’ufficio, non potremo fare altro che chiedere una verifica ai Vigili del fuoco, all’ASL e all’Ispettorato del lavoro, rimettendoci, come è giusto che sia al loro parere, sicuramente più tecnico e autorevole del nostro. Anche perché, dopo un anno dal primo incontro, siamo stanchi di richiedere il CPI, le dichiarazioni di conformità dell’impianto elettrico, degli impianti di areazione etc. anche perché, è ormai evidente che questi certificati non esistano per il semplice fatto che nessun installatore, dotato delle normali competenze tecniche, certificherebbe, ad esempio, un impianto elettrico con le difformità segnalate. Ci spiace solo che l’Amministrazione non abbia ben interpretato le nostre richieste. Le ha viste come un attacco e invece erano una tutela per i lavoratori, ma anche per il datore di lavoro, il principale responsabile sul piano civile e penale. Le nostre richieste hanno sempre ricalcato le check list dei Vigili del fuoco e delle ASL e miravano ad evitare sanzioni gravi, pecuniarie e penali a carico del Direttore Generale e dei Dirigenti preposti.

    Abbiamo segnalato che presso l’Ufficio IV è in servizio un nostro Dirigente Sindacale, il cui ruolo, valido sin dal 2017, è oggi fondamentale per gli assetti e per il coordinamento della nostra sigla, in quanto ha il compito di tenere i rapporti con gli Iscritti, curare le nuove iscrizioni che non sono mancate neanche in quest’anno di pandemia, proprio grazie al suo impegno atto a dare supporto al Coordinamento Regionale. Il suo trasferimento in altra sede fisica è illegittimo e in contrasto con le prerogative sindacali, peraltro riconosciute dal Direttore Generale nei confronti di Dirigenti sindacali di altre sigle. Pertanto, non possiamo non avvertire che il trasferimento del suddetto dipendente che, per venire incontro alle esigenze dell’Amministrazione, ha presentato regolare domanda di trasferimento ad altro ufficio della Direzione, verrebbe considerato attività antisindacale nei confronti della UILPA, in contrasto con la parità di trattamento delle OO.SS. ed evidentemente orientato ad un tentativo di indebolire la nostra sigla, primo sindacato alla Direzione per iscritti e per voti con oltre il 50% delle preferenze sui voti espressi alle ultime elezioni RSU, nonché principale oppositore finora al piano di riorganizzazione dell’Amministrazione.

    Entrando nel merito, riteniamo che non siano facilmente individuabili le ragioni organizzative e tecniche per questo trasferimento in questo momento storico. Abbiamo il dubbio che, ancora una volta, il nostro personale venga usato, come già fatto in passato, per “occupare” spazi. Un sentore che ha trovato anche qualche conferma dalla lettura dei verbali pubblicati dagli Istituti Scolastici viciniori che ci parlano di un boom di iscrizioni, di carenza di classi, di richieste di classi presso l’edificio di Via Frangipane. Tutti temi che meriterebbero un approfondimento, con il coinvolgimento dei vertici del nostro Ministero e della Città Metropolitana, perché ci auguriamo tutti che l’esigenza di Città Metropolitana di liberare qualche stanza per un Commissario Straordinario, non abbia interferito con il diritto allo studio dei ragazzi nel Lazio e, soprattutto, con la sacrosanta esigenza dei genitori, in tempi di Pandemia, di iscrivere il proprio figlio nella scuola più vicina a casa, per garantirgli la migliore istruzione possibile e, al contempo, il minor rischio possibile di contagio.

    La metà circa del personale dell’Ufficio IV, tra cui tutto il personale amministrativo, ha richiesto, per iscritto un intervento di questa O.S. volto ad evitare il trasferimento in un clima di pandemia come quello attuale. I Lavoratori in questione sono preoccupati, più di tutto, dell’uso dei mezzi pubblici, che oggi non usano e che, da domani, dovrebbero usare obbligatoriamente. L’Amministrazione, in caso di trasferimento d’ufficio e contro la volontà di questi lavoratori, li sottoporrà ad un rischio ingente, quanto inutile. In questo lungo, lunghissimo anno, tutto il nostro personale ha dimostrato di saper lavorare con responsabilità e senza nessun bisogno di un controllo a vista. Più di tutti l’hanno dimostrato i colleghi dell’Ufficio IV, alcuni dei quali, per una serie di coincidenze, non hanno avuto modo neanche di conoscere di persona il proprio Dirigente. Ci sembra singolare che un Dirigente che ha, evidentemente, saputo gestire per mesi il proprio personale a distanza, riuscendo, nonostante questo, a permettere all’Ufficio di raggiungere traguardi ambiziosi, come il concorso docenti, unico che sia svolto in Italia in piena pandemia, ora possa tenere a dove si siedono i propri dipendenti. Siamo sicuri che vorrà continuare ad impegnarsi per il benessere del proprio personale, piuttosto che iniziare una guerra con tutti gli Amministrativi del suo Ufficio. Una guerra persa in partenza, perché la storia ci insegna che le persone non soddisfatte del proprio lavoro, trovano, prima o poi, la maniera per abbandonare la nostra Amministrazione.

    Siamo, altresì, convinti che il Direttore vorrà riflettere su quanto abbiamo detto. Quello che vogliamo chiarire è che la UILPA ha sempre cercato soluzioni e non di amplificare i problemi ed è per questo che lanciamo la nostra proposta in quello che, lo speriamo ancora, possa essere un confronto e non uno scontro a chi fa più danni all’altro, perché a rimetterci sarebbe solo il Servizio Pubblico di cui, tutti, siamo convinti difensori.

    Proponiamo all’Amministratore di spostare la sede legale, anche per risolvere problemi ormai datati, di gestione della Posta, formalizzare il conseguente presidio presso i locali di Via Frangipane, costituito dal Direttore, dalla sua segreteria, dal Dirigente dell’Ufficio IV e del personale che non ha espresso parere contrario al trasferimento. Il tutto per garantire una corretta supervisione dei lavori che saranno effettuati da Città Metropolitana e agevolare il processo di riunificazione della D.G. con l’A.T. Roma. Tenere in servizio, presso via Ribotta, il personale dell’Ufficio IV che ne abbia fatto richiesto, con il compito di coordinamento con gli altri Uffici e relazioni con il pubblico, posto che i locali della D.G. non sono pronti alla ricezione degli utenti. Da subito il Direttore si impegnerà a segnalare tutte le criticità da noi rappresentate a Città Metropolitana esigendo che vengano immediatamente risolte quelle facilmente risolvibili, come ad esempio, eliminare le porte inutili sulle vie di fuga.. L’Ufficio si impegnerà, inoltre, a risolvere con propri fondi, in caso di inadempimento di Città Metropolitana, le criticità più facilmente risolvibili, quali i vetri frangibili, che possono essere messi in sicurezza con apposite pellicole, gli estintori etc.

    L’Ufficio si attiverà con Città Metropolitana per la messa a norma definitiva di impianti e dell’intero stabile, evitando di proporre ulteriori spostamenti prima che ci siano tutte le condizioni di sicurezza dell’immobile.

    Siamo sicuri che non sarà difficile trovare, nel nostro edificio, lo spazio per quattro o cinque persone, in base alle determinazioni che l’Amministrazione vorrà assumere in relazione alle domande di trasferimento, posto che, ad oggi, di tutte le Unità che hanno chiesto la permanenza a Via Ribotta, la maggioranza non può prestare servizio in presenza.

    Ove l’Amministrazione ritenga di dover fare un ulteriore approfondimento, richiediamo di comunicarci le proprie determinazioni, per iscritto, entro 5 giorni lavorativi, decorsi i quali si procederà ad intraprendere tutte le iniziative che questa O.S. riterrà utili a tutela del Personale, dell’Amministrazione, dei propri Dirigenti Sindacali e del Sistema di Istruzione nel Lazio.

    Roma,21.04.2021

                                                                                                                  F.to Il Coordinatore Regionale Lazio UILPA-MI-MUR

                                                                                                                                                      Antonio Izzo

  • PROGRESSIONI DI CARRIERA

    Il giorno 18.7.2016 è stato sottoscritto l’accordo relativo alle progressioni di carriera (passaggi economici interni alle aree) del personale del MIUR.

    La UIL PA MIUR ha sottoscritto l’accordo, tenuto conto che lo stesso consentirà a circa il 70% del personale di avere un aumento stipendiale dopo 7  anni di blocco del Contratto Nazionale di Comparto e anche gli arretrati dal 1° gennaio 2016.

    In base ad informazioni acquisite in via informale,  il contratto è stato inoltrato agli organi di controllo per la debita certificazione e, quindi, l’Amministrazione potrà procedere ad organizzare le procedure che devono concludersi entro l’anno.

    Si può, quindi, presumere che il Bando uscirà a settembre.

     Per quello che è dato sapere, il MIUR è la prima Amministrazione ad aver definito un accordo programmatico nell’anno 2015 e un contratto nell’anno 2016 per consentire ad un numero notevole dei propri dipendenti di effettuare passaggi economici interni alle aree.

    Naturalmente per coloro che non accederanno alle graduatorie nel 2016, la scrivente chiederà, come già avvenuto per gli anni 2008/2009 e 2010, di avviare un ulteriore percorso, finanziandolo con le risorse del FUA 2017.

    MOBILITA’

                Per quanto riguarda la mobilità interna al MIUR, dopo tante promesse, i richiedenti sono ancora BLOCCATI sulle sedi che avrebbero voluto lasciare.

               E’ inaccettabile  pensare che alcuni dipendenti siano stati trasferiti e altri, nelle stesse condizioni, no,  che alcuni Direttori abbiano dato parere favorevole ad alcuni e ad altri no, che alcuni Direttori abbiano discriminato dipendenti, ignorandone i gravissimi motivi addotti per l’istanza di trasferimento, mentre l’Ufficio competente PRENDE ATTO!

                Naturalmente si parla di personale che ha superato il quinquennio di obbligo imposto dal Contratto di assunzione o di personale con attività ultra ventennale al MIUR.

                Le garanzie che entro l’anno, prima a maggio e poi a settembre, si sarebbe dato corso a tutti i movimenti è ormai una chimera e a nulla serviranno i passaggi nei ruoli di poche unità (35/40) di personale delle province e della CRI.

                Naturalmente, l’assenza di un percorso condiviso con le OO.SS. sulla delicata questione, non può che far ricadere le responsabilità unicamente sull’Amministrazione.

    UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DEL LAZIO

                Gravissima situazione all’USR Lazio: il personale dell’USR e dell’UST entro il 31.12.2016 dovrà essere trasferito in altra zona di Roma.

                La nuova sede, dislocata in zona EUR in un grattacielo (grattacielo Parnasi) non è raggiungibile con i mezzi pubblici e, inoltre, vengono assegnati ai due Uffici tre piani ovvero il 7/8/9 e il 26, senza tenere conto della funzionalità organizzativa di tale allocazione.

                Inoltre, è appena il caso di ricordare che l’edificio fu acquistato dalla Provincia a prezzo molto oneroso, qualche anno fa, per destinarlo a tutto il personale degli uffici ed ora, mentre la Provincia è ormai abolita, i dipendenti sono e restano nei loro uffici e destinati al trasloco sono i dipendenti del MIUR.

                Da ultimo da una serie di relazioni è stato accertato che il grattacielo non risponde alle norme sulla sicurezza, essendo stato costruito in una zona a grave rischio idrogeologico per la vicinanza con il Tevere.

                Oggi, 3 agosto 2016, si è tenuta una Assemblea del personale nel corso della quale il Direttore Generale ha affermato di sapere dal mese di gennaio del trasferimento, tuttavia ha informato le RSU e le OO.SS. nel mese di luglio ovvero dopo ben 6 mesi! Ha poi affermato che lui non si sposterà da Via Pianciani ! (come d’altra parte tutto tutti i suoi dipendenti chiedono)

                E’ inaccettabile tale comportamento, tenuto conto del disagio che si determina nei confronti del  personale e dell’enorme mole di utenza che rivolge a all’Ufficio da Roma e provincia. La UIL Scuola presente con il proprio segretario ha affermato che si tratta di almeno 55.000 utenti e oltre.

                E’ doveroso, quindi,  che, oltre al Direttore Generale,  la parte politica e la parte gestionale del MIUR si facciano carico del problema, che per la neo Città Metropolitana è unicamente di tipo economico, mentre per il Ministero è un gravissimo abbandono delle proprie responsabilità di Amministrazione Statale rispetto alle scelte operate da un Ente Territoriale.

               

    FORMAZIONE

    Il giorno 23 luglio u.s. si è svolto l’incontro con l’Amministrazione sul “Rapporto di valutazione delle attività formative destinate al personale amministrativo per l’anno 2015”.

    La scrivente ha lamentato per l’ennesima volta una evidente violazione del CCNI vigente relativo “ai criteri di accesso alla formazione del personale del MIUR”.

    Le designazioni operate da Dirigenti e  Direttori Generali, talvolta,  ripetono sempre lo stesso nome per qualsiasi tipologia e materia di corso (un dipendente è stato designato 18 volte), inoltre continua ad essere molto poco diffusa tra il personale la comunicazione dei corsi visto che su oltre 4.000 dipendenti presenti in servizio al 1° gennaio 2015 i richiedenti alla formazione sono stati 1802 e i partecipanti 1324.

    Si deve, peraltro, evidenziare che della formazione sono spesso destinatari dipendenti appartenenti alla 3^ area, mentre non vi è una programmazione futura  per personale della 1^ e 2^ area.

    La scrivente deve esprimersi favorevolmente sui corsi per Revisore dei Conti, funzione svolta dai dipendenti MIUR presso le istituzioni scolastiche. Tale formazione, fortemente richiesta negli anni scorsi dalla scrivente, ha consentito nell’assegnazione recente degli incarichi di avere più personale professionalizzato disponibile all’incarico.

    FONDI STRUTTURALI (per non dimenticare ….ripetiamo quello che è stato scritto nel precedente Comunicato)

                Dopo una prima fase di avvio della questione che sembrava essere positiva, anche in questo caso tutto tace.

    Cosa è accaduto? Ci sono stati dei ripensamenti o le risorse sono state finalizzate verso altre vie? La UIL PA MIUR ha chiesto più volte un incontro con le Direzioni Generali che gestiscono tali risorse, ma dallo scorso anno nulla più è accaduto e sembrerebbe un “segreto” invalicabile sapere qualcosa in particolare per quanto riguarda il Dipartimento della Programmazione.

                   

    ASSICURAZIONE SU RISCHIO PROFESSIONALE

    La UIL PA MIUR ha sottoscritto  una  Polizza in convenzione con Generali  sul rischio professionale per le funzioni svolte, in, particolare dai dipendenti appartenenti all’area 3^.

    Con il MIUR hanno sottoscritto, al momento, altri  Coordinamenti Nazionali : Agenzia Entrate, Dogane, MEF, Giustizia e Difesa. La Convenzione ha avuto decorrenza lo scorso 31 Ottobre per la durata di anni uno e naturalmente sarà rinnovata alla scadenza.

     L’Assicuratore in base, alle norme e condizioni, della  Polizza si obbliga a tenere indenne l’Assicurato di quanto dallo stesso dovuto, quale civilmente responsabile ai sensi di Legge, esclusivamente in conseguenza di eventi addebitabili a Colpa Grave, per i quali l’Assicurato sia stato dichiarato in tutto od in parte responsabile, con sentenza della Corte dei Conti passata in giudicato, verificatisi durante lo svolgimento delle sue funzioni.

                L’iniziativa assunta e coordinata dalla UIL PA è stata condivisa dalla scrivente, in particolare, per tutti coloro che svolgono il ruolo di Revisore dei Conti e, comunque, per tutti i dipendenti che nel corso della loro attività, possono, anche inconsapevolmente, determinare un danno all’Erario.

    CONTRATTO NAZIONALE

                Dopo aver stanziato circa 8 euro di aumento per il rinnovo contrattuale, il Governo (Ministro Madia) ha convocato i Sindacati, senza al momento dare nessuna garanzia di nuove risorse disponibili.

    Lo abbiamo scritto in un recente Comunicato, in 7 anni di blocco, i dipendenti pubblici hanno avuto una perdita del potere di acquisto pari a euro  10.129,59  e una  perdita economica  pari a   euro  2.302,68, quindi lo stanziamento nella Legge di Stabilità dovrà essere incrementato fino a 7 milioni di euro per consentire la sottoscrizione di un contratto dignitoso, adeguato e rispondente ai tanti sacrifici che sono stati chiesti in questi anni ai pubblici dipendenti.

    Roma, 3.8.2016

                                                                                      IL COORDINATORE NAZIONALE UIL PA MIUR

                                                                                                            MIMMA RIPANI

  • In data odierna le scriventi apprendono di un gravissimo episodio accaduto presso la sede di Via Pianciani, che ha messo in pericolo l’incolumità del personale presente presso tale Ufficio.
    Da come si legge sugli organi di stampa (Il Messaggero – cronaca) il rogo sarebbe stato causato da una stufa che ha preso fuoco al terzo piano del palazzo. Verso le 15 i dipendenti hanno avvertito un forte odore di bruciato: il terzo piano completamente invaso dal fumo che si propagato in tutto l’edificio. Nessuna procedura di evacuazione, però i funzionari si sono avvertiti l’un l’altro attraverso il passa-parola e un ragazzo cieco, che era chiuso nella sua stanza, non si è accorto di nulla ed è rimasto all’interno dell’edificio per tutta la durata del rogo”.
    Le scriventi ritengono GRAVISSIMO quanto accaduto e chiedono un incontro d’urgenza con la S.V. per verificare le condizioni di sicurezza dell’edificio, le responsabilità legate all’evento e le conseguenze del danno verificatosi, visto che i dipendenti il giorno successivo hanno preso servizio essendo impegnati nelle numerose e gravose attività dell’USR .
    Le scriventi restano in attesa di un sollecito riscontro, senza il quale le scriventi, nel rispetto del CCNL tuttora vigente e delle norme sulla sicurezza,agiranno di conseguenza a tutela dei dipendenti dell’USR Lazio.

  • Notizie dal territorio, vedi allegati